Portogallo. 4 giorni ad emissioni zero

Lisbona, Teatro Nazionale

Lisbona, Teatro Nazionale

Per la prima volta una nazione ha ricevuto energia soltanto dalla forza del sole e del vento, interrottamente per 4 giorni. È accaduto in Portogallo, esattamente dalle h. 6.45 del 7  maggio all’11 maggio 2016; 107 ore, senza soluzione di continuità, nel corso delle quali, la rete elettrica nazionale è stata rifornita da fonti naturali e senza emissioni inquinanti.

Per il momento un caso isolato.  Precedentemente si erano avventurate,  all’suo esclusivo di energia fa fonti eco sostenibili a livello sperimentale, la  Germania e l’Inghilterra,  ma soltanto per poche ore.

Lo apprendiamo dal sito “Zero, asociación del sistema terrestre sostenibile” che scrive “ Il Portogallo ha superato una prova difficile: in un contesto di piccole interconnessioni soprattutto con la Francia e la Spagna, siamo riusciti a gestire le esigenze di consumo  energetico del Paese con la fornitura al 100 % da fonti rinnovabili”.

Per comprendere meglio il primato portoghese, va ricordato che parliamo di un paese con una popolazione che non raggiunge gli 11 milioni di persone, su un ‘area di 92.212 km² a occidente della Penisola Iberica, una posizione geografica gli permette di usufruire del vento e delle acque dell’Oceano Atlantico, oltre ad essere uno dei paesi europei con il maggior numero di ore di sole all’anno.

Il sole e il vento della primavera, continuiamo a leggere sul sito, hanno consentito la realizzazione di questo record, ma il Portogallo ha tutta l’intenzione di continuare su questa strada, incoraggiando l’approvvigionamento delle fonti naturali, in modo che anche durante la stagione estiva potrà godere di un contributo considerevole di energia pulita, a emissioni zero.

Secondo i dati dell’APREN (Associazione Portoghese delle Energie Rinnovabili) il 74,7% della produzione energetica nazionale proviene da fonti naturali, principalmente dall’acqua con il 44,1%, seguita dal vento con 25,6% , delle biomasse con 4% e dall’1% del sole.
Al momento, l’uso delle rinnovabili non porta benefici alla bolletta elettrica dei portoghesi, una delle più care d’Europa, superata soltanto dalla tedesca, con un carico fiscale del 42%, ma i benefici, non solo ecologici, sono evidenti a livello di economia nazionale. Le installazioni, infatti, si costruiscono nelle zone rurali, dove si concentrano le risorse di vento e di acqua. E questo ha determinato un miglioramento delle infrastrutture, agevolando l’economia rurale e contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Fino al 1980 il Portogallo era una delle nazioni più inquinate dell’Europa.  Questo l’ha portato ad adottare misure drastiche e, nel corso degli ultimi Campi eolicidecenni, a cambiare l’assetto industriale della produzione energetica. La svolta avviene nel 1996, quando l’Energias de Portugal, S.A. (EDP), diventa il maggiore azionista della EDP Renováveis (Euronext: EDPR), impresa di energie rinnovabili che opera in tutto il mondo, e  insieme procedono alla costruzione dei parchi eolici.

Infatti, il programma futuro energetico portoghese, secondo la EDP, prevede la produzione energetica pulita attraverso lo sfruttamento del vento, origine della tecnologia più economica non solo nel campo delle rinnovabili, ma anche rispetto alle fonti più tradizionali come il gas naturale e il carbone, che producerà un abbattimento di costi a vantaggio di tutta la popolazione.

 

Fonti:

Zero – asociación del sistema terrestre sostenibile

APREN

EDP

EDPR

 

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