I politici di Isaac Cordal mentre discutono del riscaldamento mondiale. Li seguiamo?

Politici che continuano a discutere sul riscaldamento mondiale, indifferenti all’innalzamento delle acque  e, quindi,  seguiamo i leader?

Dai titoli e dall’immagine  che pubblichiamo a lato, appare evidente l’ironia della scultura di Isaac Cordal, con questi uomini ormai quasi sommersi dall’acqua ma che continuano a dibattere.

L’allusione alla mancanza di decisioni concrete da parte della politica di fronte alla crisi climatica – che si fa sempre più incombente – è lampante.

Nato a Pontevedra (Galizia -Spagna) nel 1974, fotografo e scultore, Isaac Cordal con la sua arte si occupa da tempo delle grandi questioni politiche e sociali.

Nella serie Waiting for Climate Change, con le sue installazioni che raffigurano persone parzialmente sommerse, si riferisce al crescente innalzamento del livello del mare. Un grido di allarme nei confronti non solo sulle conseguenze del surriscaldamento climatico – inondazioni,  carestie, immigrazioni, perdite di vite umane, danni economici – ma anche sull’indifferenza generale.

Dunque la tematica che Cordal persegue con la sua urban art è una denuncia della società tutta, che sembra piegata all’apatia e all’immobilismo. Il rischio del naufragio per l’artista sembra essere etico prima ancora che climatico.

I politici, certo, sono i primi responsabili e Cordal li raffigura piccoli (sculture non più alte di 15 centimetri) che spesso colloca in posti inconsueti delle città – pensiline, muri, cornicioni – e per vederli è necessario prestare attenzione.

Le dimensioni e i siti nascosti sono altrettante metafore che Cordal usa per richiamare la nostra attenzione e riflessione sulla pochezza del dibattito pubblico, sulla mala gestio del potere, della politica, della burocrazia, dell’economia, sulle disuguaglianze e, dicevamo, sull’esasperato individualismo.

L’opera citata, dal titolo Politicians Discussing Global fa parte alla serie Follow the leader. Realizzata da Cordal a Berlino nel 2011 – e subito diventata famosa – è stata rilanciata nei giorni scorsi dall’ambientalista Greta Thunberg dalle proprie pagine social, con il seguente commento: “Il modo in cui l’aspetto globale dell’equità e della giustizia climatica viene sistematicamente e completamente ignorato nel dibattito europeo è vergognoso”.

“Sì, potremmo essere in grado di ‘adattarci’, per un po’. Abbiamo l’infrastruttura e le risorse. Ma la maggioranza globale non ne dispone – ha proseguito Greta Thunberg – Quando si discute delle politiche e degli obiettivi climatici dell’UE, l’aspetto dell’equità non sembra nemmeno esistere. A quanto pare non vale nemmeno la pena menzionarla. Eppure, la giustizia climatica è il cuore dell’accordo di Parigi. Ed è stato sottoscritto per raggiungere quest’ obiettivo”.

Le  stesse denunce che Cordal racchiude nella sue altrettanto eloquenti creazioni, raccolte dal sito – blog  cementeclipses.com, costantemente aggiornato.

 

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