Monna Lisa a Lecco? Sì, ma non è una novità

Per Ann Pizzorusso, geologa e studiosa del Rinascimento italiano, il paesaggio alle spalle della Monna Lisa (più nota come La Gioconda), corrisponderebbe a un panorama ancora riscontrabile, nonostante gli oltre 500 anni trascorsi dal portentoso dipinto realizzato da Leonardo da Vinci, formato dal ponte Azzone Visconti del XIV secolo e dal Lago di Garlate di Lecco e dalle Alpi sud- occidentali che dominano la Lombardia.

Ma attenzione, quella che sembra una novità in realtà non lo è, e a svelarcelo è DiAli Watkins dalle pagine del New York Times, che riporta il commento di Donald Sassoon, professore emerito britannico di storia comparata europea, il quale, a sua volta, rimanda a un articolo pubblicato nel 2016 da Lecco News a firma di Riccardo Magnani, che descrive l’ambientazione del dipinto con caratteristiche geografiche simili a quelle messe in rilievo da Pizzorusso.

Le teorie precedenti

Da tempo lo sfondo della Gioconda è oggetto di studio che ha prodotto varie teorie sulla sua origine. Si ricordano qui le più accreditate:  quella che ha identificato un ponte e una strada corrispondenti al Comune di Bobbio (Piacenza), ancora nel Nord d’Italia e l’ultima, datata 2023, per la quale dal quadro sarebbe evidente un ponte di un paesino nella provincia di Arezzo (Toscana).

Pizzorusso le ha scartate entrambe. L’identificazione del ponte ad arco di Bobbio non regge perché ha spiegato l’esperta “viadotti così erano onnipresente in tutta Italia e in Europa e molti si assomigliavano” pertanto “è impossibile individuare una posizione esatta da un singolo ponte”.

 Parlano le rocce

Invece la certezza può derivare dallo studio delle rocce: la duplice capacità di Pizzorusso, storica dell’arte e geologa, l’avrebbe portata a fare quello che nessuno fa, visto che “i geologi non guardano i dipinti e gli storici dell’arte non guardano la geologia” come ha precisato.

Si è concentrata sulla roccia del dipinto, deducendo che il colore bianco-grigio equivale alle rocce calcaree lecchesi. Né Bobbio né Arezzo hanno un lago, Lecco invece sì.  E per verificare la sua tesi la studiosa si è messa sulle tracce di Leonardo seguendo gli appunti di viaggio scritti dall’ artista stesso  sul suo lungo soggiorno trascorso ad esplorare la Lombardia.

Leonardo? Più naturalista che artista

Comunque nelle sue conclusioni Pizzorusso sembra più interessata al Leonardo studioso e attento osservatore della natura che all’artista, tanto da lodare il primo per l’accuratezza che riserva alle rocce in ogni suo dipinto.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.