Elettricità verde vs vecchio Carbone: La sfida di Santa Marta
La città di Santa Marta, in Colombia, ospiterà la prima Conferenza internazionale sulla transizione dai combustibili fossili.
Il vertice, annunciato nel corso della COP30, è considerato uno snodo cruciale per il futuro climatico del pianeta; per questo motivo, è stato anticipato da un appello congiunto di ecologisti e ambientalisti rivolto alle istituzioni politiche delle rispettive aree geografiche.
Il ruolo delle guerre nella crisi climatica
L’obiettivo è quello di giungere al Fossil Fuel Treaty, un trattato internazionale giuridicamente vincolante che sancisca la progressiva eliminazione delle fonti fossili.
In questo particolare momento storico, peraltro, l’aggravamento della crisi climatica non è imputabile soltanto alle attività civili e industriali, ma anche ai conflitti bellici, che contribuiscono in modo significativo all’impennata delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
L’aumento esponenziale del consumo di energia
Inoltre, secondo i rapporti dell’IEA (International Energy Agency), la domanda mondiale di energia è aumentata a un ritmo superiore alla media storica. Questo fenomeno ha determinato una maggiore richiesta di tutte le fonti energetiche disponibili: non solo rinnovabili e nucleare, ma anche petrolio, gas naturale e carbone.
Le cause di tale incremento risiedono nel crescente fabbisogno legato ai sistemi di raffreddamento, nell’aumento dei consumi industriali, all’elettrificazione dei trasporti e, non ultimo, nella massiccia espansione dei data center e dell’intelligenza artificiale.
Il consumo delle fonti energetiche
Nonostante la crescita record della capacità fotovoltaica e delle altre fonti pulite – che ora coprono il 34,3% della produzione globale di elettricità, superando per la prima volta il carbone nel 2025 – quest’ultimo rimane la fonte più inquinante e ha raggiunto il suo massimo storico, attestandosi a circa 8,8 miliardi di tonnellate all’anno.
Nello specifico, il carbone soddisfa il 33,1% della richiesta globale di elettricità, mentre il restante 32,6% è coperto prevalentemente dal gas naturale (22%), dal nucleare (8,1%) e, per una quota marginale, dal petrolio (2,5%).
L’energia nucleare, pur non essendo classificata come rinnovabile, non produce emissioni dirette di CO2; sommata alle fonti rinnovabili, permette così di coprire oltre il 40% della domanda elettrica, mentre le fonti fossili si attestano complessivamente a ridosso del 60%.
Il carbone in India e in Cina
La forte trazione verso l’uso del carbone proviene dai Paesi asiatici, tra cui spiccano come principali consumatori la Cina e l’India.
Pechino, in particolare, pur portando avanti sforzi per la decarbonizzazione, consuma da sola più della metà del carbone globale.
In Italia
Spostando lo sguardo all’Italia, la stabilità della rete elettrica nazionale dipende per oltre l’80% della produzione termica dal gas naturale (fonte: Terna); il Paese produce internamente l’85% dell’elettricità che consuma, mentre il restante 15% viene importato dall’estero.
Secondo l’associazione Legambiente, tuttavia, il rinvio del phase-out (la dismissione graduale) dal carbone dal 2025 al 2038 avrebbe riaperto le porte a un suo utilizzo, favorendo al contempo nuovi investimenti nel gas a scapito dello sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Stando alle comunicazioni ufficiali della presidenza colombiana, il governo italiano avrebbe confermato la propria presenza al tavolo di Santa Marta.
Tuttavia, sottolinea ancora Legambiente, si tratta di “una notizia che non trova riscontro né sui canali ufficiali dei ministeri competenti né nel dibattito pubblico nazionale, alimentando interrogativi sulla trasparenza del Governo e sulla reale posizione che l’Italia intende assumere a livello internazionale”.
La Conferenza di Santa Marta e le iniziative in Italia
La Conferenza si terrà dal 24 al 29 aprile 2026.
Nel frattempo, organizzazioni ecologiste, movimenti e sindacati hanno lanciato un appello ad ampie fette del mondo politico – tra cui deputati, senatori ed europarlamentari – chiedendo un impegno chiaro e coerente per l’attuazione di una politica energetica basata sull’abbandono definitivo delle fonti fossili.
A supporto dell’iniziativa colombiana, sono già stati programmati eventi sul territorio italiano: una manifestazione il 21 aprile, presso l’Università La Sapienza di Roma (nell’Aula C della Facoltà di Chimica alle ore 17:00) e un presidio il successivo 27 alle h.11.:00, a Piazza Capranica, in concomitanza con i lavori di Santa Marta, volto a sollecitare la nascita di una solida coalizione internazionale per una transizione energetica fedele agli Accordi di Parigi.
Immagine: Santa Marta (Colombia) photo by Danilo Arenas – pexels.com

