Liberty italiano. Le vetrate artistiche di Luigi Costa
Luigi Costa – Le vetrate colorate che spesso fanno da corona all’altare nelle chiese cattoliche creano un’atmosfera particolare che riesce a fare percepire le varie cromature del rosso, o del verde che rimanda all’aria fresca e ancora alla dolce carezza dell’azzurro. Sono l’espressione di un’arte dove, in ogni trasparenza si cerca un’emozione e come tale si concretizza nel nostro immaginario.
Per pura combinazione scorrendo le pagine di Facebook, siamo incappati in una dedicata a un’artista delle vetrate davvero unico, capace di disegnare con la luce, come dicono i più. Parliamo di Luigi Costa, nato a Mantova nel 1887 e morto ad Alessandria nel 1957 e che ha lavorato soprattutto in Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna.
Usando la tecnica che lega il piombo o l’ottone è riuscito a riprodurre varie tematiche piene di luce sia si tratti di infiorate o di temi religiosi; ogni sua opera fa sembrare l’arte semplice quando, invece, la capacità di realizzarla à un regalo che viene concesso a pochi nella vita.
Costa era appena un giovinetto quando una sua esposizione a Milano ebbe successo e così decise di lasciare Mantova ed entrare all’accademia di Brera dove ottenne, nel 1906, si diplomò. Al termine del servizio militare si trasferì ad Alessandria dove nel 1910 aprì prima un laboratorio di vetrate artistiche di grande successo e, quindi, un negozio in via Voichieri dall’insegna: Vetrate Artistiche – Alessandria, poi cav.re Costa.
Le sue decorazioni a smeriglio, le incisioni, le pitture lo resero un maestro dell’arte vetraria ancora oggi una delle facce della bellezza. Era l’epoca dell’Art Decò e Liberty o Art Nouveau e i suoi capolavori, grazie ai vetri opalescenti, favrile, plisettati rendevano più evidenti le profondità delle immagini.
Costa divenne famoso. Ottenne premi e medaglie tra il 1924 e il 29 nelle esposizioni di Londra, Parigi, Tripoli e Barcellona. E onorificenza papali: la Croce Pro Ecclesiastica Pontificia (1925), la Croce di San Silvestro Papa (1930) e il titolo di Commendatore conferitogli da Pio XII nel 1954.
Nel frattempo, nel 1927 Papa Pio XI tramite il cardinale Pietro Gasparri aveva ricevuto la proposta di portare una sua opera in Vaticano. Costa e consorte furono ricevuti da Pio XI; l’artista donò al pontefice una vetrata conservata conservato ancor oggi in Vaticano.
Così come i suoi lavori sono nel palazzo vescovile di Alessandria, nella chiesa di Santa Maria in Castello, del Carmine, dei frati Cappuccini e meravigliose sono le vetrate della chiesa di S. Rita e delle Suore Immacolatine. All’estero si trovano nel Principato di Monaco, ad Anversa, Barcellona, Tripoli, in Argentina, Venezuela e Uruguay.
Gli ultimi riconoscimenti gli arrivarono alla vigilia della morte.
Il libro La penna d’oca, conservato presso la Biblioteca Civica di Alessandria, raccoglie i pensieri di Costa e gli scambi e confronti che mantenne con artisti e intellettuali.
Il figlio Mario continuò il suo lavoro. La memoria di Luigi Costa prosegue tuttora ad essere coltivata dai suoi eredi.
Immagine: vetrate e disegni preparatori di Luigi Costa, maestro vetraio, tra gli esponenti italiani del Liberty


bellissimo articolo grazie!
Famiglia Costa Alessandria