Autore: A cura di A. Rossi

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Piero e Banksy. L’insolito incontro a Borgo San Sepolcro

La modernità di Piero della Francesca fu sapientemente rintracciata dallo storico dell’arte Bernard Berenson, che creando un parallelismo con Cézanne, gli seppe restituire il posto nella storia dell’arte che gli spetta. Ora il confronto con Banksy si fa più ardito, ma conferma la capacità dell’artista toscano del Quattrocento con le sue regole matematiche e conseguente prospettiva, di essere stato un grande precursore, addirittura, della realtà virtuale

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Juneteenth. Il giorno dell’emancipazione dei neri americani

Giugno è un mese significativo della storia degli afroamericani. Il 3 del 1621 nasceva la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali con il monopolio dei traffici e degli schiavi nelle Americhe. Il 19 giugno 1865 finiva la schiavitù e infatti Juneteenth è ricordato come il giorno della Liberazione dei neri americani. Ma subito alla schiavitù si sostituì il razzismo che impedì l’auspicato inserimento dei neri nella società americana

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L’illuminante sguardo buio di Luigi Groto

Stupisce la ridotta fama di Luigi Groto, considerato autore minore quando già nel 2008 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra si teneva la conferenza ‘Luigi Groto: un poeta provinciale che influenzò l’Europa’. Ne dava notizia Barbara Spaggiari, ricercatrice e professore ordinario di Filologia Romanza, riportando i temi dipanati nel convegno e aggiungendo il suo contributo nel dettagliato articolo ‘La presenza di Luigi Groto in Shakespeare e negli autori elisabettiani’

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Resa di Caserta. La liberazione dopo il 25 aprile

Il 29 aprile 1945, esattamente 75 anni fa, presso la Reggia di Caserta, veniva firmata la resa incondizionata dei tedeschi e dei fascisti della Repubblica di Salò a cui seguì l’armistizio dal 2 maggio successivo. Per l’Italia era la fine della Seconda guerra mondiale (dopo 5 anni) e del ventennale regime fascista.

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World Press Photo 2020. Il risveglio di Ewa tra l’urlo dei giovani per il loro diritto alla vita

Sono i giovani i protagonisti delle fotografie e dei reportage premiati dalla 63° edizione World Press Photo 2020. Dalla sindrome della rassegnazione che colpisce i figli dei rifugiati ai ragazzi che invocano la democrazia recitando versi di protesta civile alla luce delle torce del cellulare