Picasso. Un cognome italiano per il genio di Malaga

Il primo giugno  2022 la Gazzetta ufficiale ha pubblicato la sentenza n. 131 per cui al nascituro si può attribuire il doppio cognome dei genitori, rendendo illegittima la norma  che attribuisce in automatico il solo cognome paterno.

Chissà perché già in passato molti artisti avevano comunque già scelto di usare il cognome della madre e sono ricordati proprio con quello.

Tra questi uno dei più famosi è il pittore Pablo Picasso, che non era in ottimi rapporti con il padre, anch’egli pittore, mentre adorava la madre e la definiva fonte inesauribile di consigli specie dal lato artistico.

Ad un certo momento della sua vita, raggiunta la fame in tutto il mondo, gli amici gli chiesero perché avesse adottato il cognome della madre e non Blasco. Rispose che quello  non era originale quanto Picasso, al che confermò la sua origine italiana.

Nel 1954 lui stesso visitò il Golfo Paradiso ed in particolare le cittadine di Sori, Recco ed Avegno dove quel cognome era ed è molto diffuso. Scoprì così le radici della madre partendo da un certificato di nascita di Tommaso Picasso nato nel 1787, figlio di G.Battista e di Isabella Musante nativa di Quinto (quartiere genovese).

Questo Tommaso aveva 4 fratelli e 2 sorelle e la famiglia della donna  era composta da armatori ed aveva interessi sia in Spagna che in Inghilterra. Nel 1812 Tommaso sposa M.L. Garcia ragazza spagnola e nel suo testamento del 1851 è scritto a chiare lettere la sua origine italiana e ligure in particolare e tutto ciò è riportato nel libro scritto da Rafael Inglada. Un suo figlio, Francisco nato nel 1825,  commerciante, sposa Ines Lopez Robles e da questa unione nascono 5 figli tra i quali Maria, che sarà poi la mamma di Pablo Picasso e che andrà poi sposa a Josè Luis Blasco.

Quindi il grande pittore, nato nel 1881, ha scelto di avere il cognome della madre e non quello del padre.

È risaputo che amava molto le donne anche dell’alta società e la sua reputazione di donnaiolo durò nel tempo. Fossero sue infatuazioni, muse o modelle, passò da una gonnella all’altra senza sosta. Nella tarda maturità rimase solo per alcuni anni, perché si riteneva brutto e poco attraente fino a quando incontrò Jacqueline Roque alla Madoura e la sposò nel 1961 restando con lei fino alla sua morte.

Quindi uno dei più grandi artisti del ‘900 aveva nelle  vene sangue ligure e la certezza di ciò è venuta nel 1980 quando Don Michele Repetto trovò l’atto di nascita di Tommaso Picasso (il bisnonno di Pablo) e così anche Rafael Inglada, poeta, editore spagnolo e biografo d Picasso, completò le sue ricerche per la sua biografia dal titolo Pablo Picasso.

Perché dunque scelse di portare per il mondo quel cognome e non Blasco? Forse perché voleva distinguersi e non essere paragonato al padre ma sicuramente il rapporto con la madre era stato decisamente migliore.

A Sori la casa dove nacque questo suo antenato, è ancora visibile, è sita in un carruggio dove sostano i pescatori, dalle finestre si vede uno spicchio di mare, e da via Erasmo 25 è partito un emigrante che ha generato un pronipote grande, grandissimo, il genio di Malaga.

 

 

 

 

 

 

Immagine e foto di copertina  quadro di Picasso, Desamparados, periodo azzurro dell’artista; 2)  l’artista con Jacqueline Roque che sposò nel 1961 restando con lei fino alla sua morte

 

 

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