Le 7 magnifiche che aprirono le porte delle università britanniche alle donne

Sophia Jex Blake (1840 – 1912) è stata una della prime donne medico del Regno Unito, colei che ha abbattuto il divieto alle donne di frequentare i corsi universitari.

Nel 1867 presentò la domanda di ammissione all’Università di Harvard, ma l’Ateneo la rifiutò perchè “Non è prevista l’educazione delle donne in nessun dipartimento di questa università”, idem fece l’Università di Edimburgo che le rispose che “le regole non possono essere cambiate per l’interesse di una sola ragazza”.

Ma Sophia non demorse e con altre 6 aspiranti mediche iniziò la battaglia per abbattere le regole discriminatorie, sostenuta dal giornale The Scotsman, che iniziò a pubblicare articoli di denuncia e che chiedevano a gran voce l’apertura degli atenei alle studentesse. E vinsero, almeno così sembrò, pur non raggiungendo la parità con i colleghi maschi. Nel 1869, le cosiddette Edinburgh Seven (Sophia e altre 6 ragazze) ottengono l’accessibilità alla facoltà di Medicina all’Edinburgh University ma a ferree condizioni: pagando una retta più alta e con restrizioni rispetto ai colleghi maschi, i quali non le risparmiano insulti, angherie, aggressioni: oggi diremmo episodi di feroce bullismo. Le pioniere resistono a tutto e arrivano alla fine del corso, ma nel 1873 subentra la Suprema Corte Civile scozzese che sentenzia che l’Ateneo non ha il diritto di consegnare la laurea alle ragazze.

L’Edinburgh Seven, allora lasciarono il Regno Unito per recarsi in altri Paesi dove ottennero la laurea e tutte esercitarono la professione e s’impegnarono a fondo per abbattere gli ostacoli dell’istruzione universitaria femminile.

Nel 1877 le donne venivano ammesse ai corsi di laurea in altre università britanniche.

Sophia, dopo essere stata negli Usa, tornò nel Regno Unito e nel corso della sua carriera ha contribuito alla fondazione di 2 scuole di medicina per donne, a Londra e a Edimburgo.

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