La circumnavigazione della Terra, 500 anni dopo

Se 500 anni fa l’avventura fu per mare, nel 2019 si dispiega sui palchi dei teatri, nei concorsi letterari e nelle librerie.

Ci riferiamo alle opere che celebrano la vita e l’impresa di Magellano che compì la circumnavigazione della Terra, dimostrando che il pianeta è sferico: il libro di Gianluca Barbera, candidato al Premio Strega 2019, la sua trasposizione teatrale e l’opera lirica spagnola Ópera Magallanes. No hay rosa sin espinas .

Frammenti dell’opera, con partitura dei musicisti italiani,  Marco Raghezza e Giovanni Scapecchi e libretto dell’antropologo  José Manuel Núñez de La Fuente, basato su documenti storici,  sono andati in scena il 18 maggio 2019, presso il  Castillo de Santiago di Sanlúcar  de Barrameda (Spagna). Torneranno in scena il prossimo 10 agosto, in concomitanza con la data e il posto esatti della partenza della flotta di Magellano,  la quale, dopo essere discesa per il fiume Guadalquivir, prese il largo nel settembre del 1519.

Epico il progetto di Magellano, così come epica si appresta a diventare la produzione lirica Magallanes, la prima in lingua spagnola, avviata nel 2012, la cui prima assoluta avverrà a inizio 2020, con un programma ambizioso: quello di seguire lo stesso percorso della missione: dalla Spagna, dunque, passando per Portogallo, Brasile, Uraguay, Argentina e Filippine. Terminerà, dunque, nelle isole asiatiche, dove Magellano trovò la morte nell’aprile del 1521.

Il navigatore portoghese Fernão de Magalhães, (per noi Ferdinando Magellano) non tornerà dal suo viaggio, ma dimostrerà la fondatezza della sua idea.  La stessa che aveva prefigurato Cristoforo Colombo, ossia tracciare la Via delle Spezie navigando verso Occidente, ma per riuscirci, Magellano sapeva che bisognava trovare un passaggio a sud del continente recentemente scoperto da Colombo.

Ancora una volta fu la Spagna a finanziare la spedizione. E così Ferdinando Magellano, a capo di 5 navi con a bordo 265 uomini, partì in quella fine estate del 1519. Il viaggio durerà 3 anni, sarà tragico, tra ammutinamenti, tempeste, gelo, malattie e scontri con le tribù locali, ma riuscì nel suo intento.  In Spagna tornò soltanto un veliero con meno di 20  uomini a bordo.

Magellano trovò il punto di passaggio, lo stretto che porta il suo nome, il 20 ottobre del 1520 e la spedizione, dopo aver attraversato il furioso Atlantico, proseguì nell’oceano che Magellano battezzò Pacifico, per i venti e le correnti favorevoli che v’incontrò.  Raggiunte le Filippine, il navigatore portoghese perse la vita in uno scontro con gli indigeni. Delle 5 navi iniziali, la spedizione si ridusse a 2, poi a 1, Victoria, l’unica che, circumnavigando l’Africa compì il primo giro del mondo e che fece ritorno in Spagna nel 1522.

La spedizione ideata da Magellano non ebbe il successo sperato, perché la rotta tracciata era troppo lunga perché diventasse la Via delle Spezie.  Tanto incongrua per i traffici commerciali, quanto importante si dimostrerà, invece, per le implicazioni scientifiche e non solo: il viaggio di Magellano dimostrò, in modo definitivo, la sfericità della Terra.

Tra i pochi a tornare a casa, l’italiano Antonio Pigafetta che scriverà la storia della spedizione e Juan Sebastian Elcano, che sostituì Magellano alla sua morte e terminò la missione.

Gianluca Barbera, il libro e il teatro

Da Elcano prende le mosse lo scrittore Gianluca Barbera, per il suo romanzo Magellano, (Castelvecchi editore), presentato lo scorso marzo a Lisbona, e portato a teatro in questi giorni con la voce narrante di Cochi Ponzoni e le musiche di Luca Garlaschelli.

Tra le note eseguite dal trio Garlaschelli, Ponzoni è la voce di Juan Sebastian de Cano che, tra un moto dell’animo e un’avventura vissuta nel corso della storica missione, ricorda il suo capitano, il grande navigatore, esploratore e scopritore Magellano che battezzò oltre al Pacifico, la Patagonia (terrà dei piedi grossi, dall’altezza degli indigeni) e la Terra del Fuoco; e al cui nome sono stati dedicati lo Stretto, le Nubi – le galassie dell’emisfero australe che scorse mentre attraversava l’Atlantico – e il Pinguino che la spedizione vide al largo delle coste argentine e poi descritto dettagliatamente da Antonio Pigafetta.

 

Fotografie dall’alto: presentazione di Ópera Magallanes. No hay rosa sin espinas ; 2) Velieri, grafica di rtve; 3) Mappa nautica di Juan de le Cosa; 4) lo scrittore, Gianluca Barbera; 5) l’attore, Cochi Ponzoni; 6)  il musicista Luca Garlaschelli

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