L’Orchestra Zohra, la musica contro la repressione talebana
Nata in Afghanistan grazie al National Institute of Music (ANIM), l’orchestra femminile Zohra formata da musiciste locali, è rappresentazione vivente della voglia di emancipazione e capacità di resistenza umana, contro un Paese dove, notoriamente, alle donne è proibito anche solo far sentire la propria voce e la musica è messa al bando per tutti.
Cosa è stato l’ANIM
ANIM è stato fondato nel 2008 dall’etnomusicologo e attivista dei diritti umani Ahmad Samast con gli aiuti internazionali, per promuovere un’istruzione classica e musicale fra i giovani afgani. Rivolata a ragazzi e ragazze, con l’80% di queste ultime che non avevano mai frequentato una scuola, l’istituzione accoglieva una fascia di età che andava dai 12 ai 20 anni circa. Fungeva, anche, come luogo di accoglienza (considerando che il 70% dei giovani proveniva da situazioni molto difficili), in un regime di completa democrazia per abituare alla parità di genere e all’autodeterminazione femminile.
Da qui all’idea all’idea di formane un’orchestra tutta di musiciste il passo è stato breve: alcune ragazze desideravano formare un gruppo pop. ANIM organizzò corsi di musica per circa 100 ragazze, le quali così come tante afgane vissero una rinascita fino al 2021, quando l’Occidente lasciò bruscamente il Paese, dove sono tornati a governare i fondamentalisti Talebani.
Chiusa nel 2021. Musiciste in fuga con il supporto dei colleghi famosi
Da allora la sede di ANIM a Kabul, che era arrivata ad avere oltre 250 tra studenti e studentesse, è chiusa. Ma la sua orchestra al femminile chiamata Zohra, come la dea araba e persiana della musica, è riuscita a sopravvivere all’estero.
Fuggendo avventurosamente e rischiando la vita, nonostante l’aiuto di musicisti internazionali che avevano conosciuto la Zohra Orchestra nel concerto tenuto a Davos nel 2017, molte sue componenti – ma non tutte – hanno trovato rifugio in Portogallo dove ha sede l’ Afghan Youth Orchestra.
Il repertorio: mix riuscito fra composizioni afgane e musica classica Occidentale
Il repertorio dell’Orchestra Zohra è, solitamente, formato da composizioni della tradizione afgana e dalla musica classica Occidentale, eseguite da strumenti tipici come il rubab, la danbura, la tabla e il sitar e ascoltandone i suoni perfettamente armonizzati con gli archi.
A Milano
Il 10 luglio 2025, l’Orchestra ha partecipato al Gran Finale della stagione 24-25, dedicata al Dialogo fra Uomini e Popoli presso lo Spazio Teatro NO’HMA – Giardino Teresa Pomodoro di Milano, esibendosi con la pugliese Banda di Cisternino, in un riuscito incontro culturale attraverso la musica.
Immagine: componenti dell’Orchestra Zohra, afgana e tutta al femminile – photo by Teatro NO’HMA – Facebook

