Educazione civica. Ritorno al futuro remoto

Educazione, società civile ed istituzioni pubbliche, un trinomio che può dare frutti gustosi se attuato in nome del benessere collettivo ed individuale.
A questo scopo, ci sembra indirizzarsi la proposta di legge di iniziativa popolare, il cui verbale è stato depositato il 14 giugno scorso in Corte di Cassazione dal sindaco di Firenze, Dario e Nardella e altri 15 promotori (sindaci e membri dell’Anci), con il sostegno dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni italiani)  in merito all’introduzione nel curricolo scolastico dell’ora di educazione alla cittadinanza nelle scuole di ogni ordine e grado, come materia con valore autonomo.
… Diviene sempre più urgente il recupero di una dimensione educativa che formi i giovani cittadini ai principi che consentono uno sviluppo civile della società italiana, e una conservazione e cura dei legami di coesione sociale, indispensabili per immaginare un futuro vivibile e uno sviluppo possibile per il nostro paese.
 
Nella scuola si assiste da anni a un progressivo indebolirsi del senso di responsabilità e del rispetto reciproco, che rende sempre più difficile il lavoro degli insegnanti e più faticoso l’apprendimento degli studenti, soprattutto di quelli più fragili .
Intenzioni nobili, dichiarate al principio della proposta di legge che si inserisce in modo armonico nell’attuale modernizzazione del curricolo scolastico orientato verso l’ampliamento di competenze e conoscenze, dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di II grado.
Si richiede un monte orario non inferiore alle 33 ore annuali e ove non si preveda una modifica dei quadri orari che aggiunge l’ora di educazione alla cittadinanza, dovrà essere ricavato rimodulando gli orari delle discipline storico-filosofico-giuridiche.
I docenti  deputati alla materia rappresentano le seguenti materi: italiano, filosofia, storia, diritto ed economia. In caso di aggiunta di un’ora agli orari di una delle discipline suddette, i maggiori oneri saranno a carico dei Fondi di riserva e speciali del bilancio dello stato.
Ricordiamo inoltre che nella scuola vige un regime di autonomia scolastica che garantisce un margine di discrezionalità da parte degli istituti scolastici nella pianificazione dell’offerta formativa, al fine di costruire un curricolo quanto mai aderente alle necessità formativo-professionali e socio-culturali degli allievi e allieve.
Data l’introduzione della materia con valore autonomo, in ogni ordine e grado del mondo scolastico, si delinea un autentico percorso di formazione alla cittadinanza attiva.
Nella proposta legislativa infatti leggiamo: “Gli obiettivi specifici di apprendimento dovranno necessariamente comprendere nel corso degli anni: lo studio della Costituzione, elementi di educazione civica, lo studio delle istituzioni dello Stato italiano e dell’Unione europea, diritti umani, educazione digitale, educazione ambientale, elementi fondamentali di diritto e di diritto del lavoro, educazione alla legalità, oltre ai fondamentali principi e valori della società democratica, come diritti e doveri, la libertà e di suoi limiti, il senso civico, la giustizia”.

Mobilitazione popolare

“Il 20 luglio 2018 in tutta Italia, a cominciare da Firenze, si dà inizio alla raccolta firme per raggiungere il numero di 50.000, necessarie per il deposito della proposta di legge presso la Camera dei Deputati. Il tempo a disposizione per la raccolta delle firme è di 6 mesi.
Nelle piazze italiane saranno allestiti banchetti e gazebo per la raccolta delle firme, con eventi, declinati città per città, per coinvolgere quanta più gente possibile: genitori e giovani, chiunque senta il bisogno di contribuire all’iniziativa. Sarà distribuito materiale informativo e sarà illustrato l’articolato della proposta di legge.
Non appena sarà disponibile l’elenco delle piazze, aggiorneremo la presente comunicazione.
Per maggiori informazioni e scaricare il materiale inerente alla proposta di legge e alla mobilitazione: anci.it
Foto di copertina: Jessie Willcox Smith/Wikipedia/public domain
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