Tokyo 2020. La squadra olimpica dei rifugiati

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha annunciato la prossima partenza per Tokyo della Squadra Olimpica dei Rifugiati. 29 atleti che gareggeranno in 12 discipline sportive, il prossimo luglio si dirigeranno nella capitale nipponica per partecipare alle Olimpiadi e rappresentano, per citare l’ONU “un messaggio di speranza per gli oltre 80 milioni di persone costrette a fuggire in tutto il mondo” creando al tempo stesso “un’ulteriore consapevolezza” della loro condizione.

Sarà la seconda volta che una squadra di rifugiati parteciperà alle Olimpiadi dopo il debutto a Rio nel 2016. Sull’impulso della crisi globale dei rifugiati che nel 2015  vide milioni di persone nel mondo sfollate, Thomas Bach, presidente CIO, annunciò all’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti la creazione della Squadra Olimpica, confermata poi nell’ottobre 2018 per i Giochi di Tokyo, affidando all’Olympic Solidarity il compito di stabile le condizioni di partecipazione e la definizione del processo per l’identificazione e la selezione della squadra olimpica e che ha agito in stretto contatto con i Comitati Olimpici Nazionali, le Federazioni Sportive Internazionali e il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020.

Il prossimo 23 luglio, giorno d’inaugurazione dei Giochi di Tokyo 2020, la squadra entrerà nello Japan National Stadium, appena costruito, con la bandiera olimpica in seconda posizione, subito dopo la Grecia. E sarà ancora il vessillo olimpico che in tutte le occasioni (comprese le auspicabili cerimonie di premiazione) sarà issato sulle note dell’inno olimpico. Con il sostegno del CIO (che continuerà anche dopo i giochi) che li assisterà in collaborazione con l’UNHCR di Ginevra, alloggeranno, naturalmente, al Villaggio Olimpico insieme agli altri 206 Comitati Olimpici Nazionali presenti.

Grazie alle borse di studio fornite dal CIO attraverso Olympic Solidarity, 56 promettenti atleti rifugiati provenienti da 13 paesi si sono allenati nei Paesi che li ha accolti duramente nella speranza di arrivare a fare parte della squadra di Tokyo 2020. Questi i 21 paesi ospitanti: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Croazia, Egitto, Francia, Germania, Israele, Giordania, Kenya, Lussemburgo, Portogallo, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Trinidad e Tobago , Turchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Dei 56 borsisti, 25 hanno superato le selezioni per Tokyo ai quali si sono aggiunti altri 4 atleti dell’International Judo Federation Refugee Project che completato la squadra di judo mista. Il Refugee Olympic Team è indicato con l’acronimo EOR, secondo la stessa definizione in lingua francese Équipe Olympique des Réfugiés.

29, sono dunque gli atleti che formano il team fuggiti da Siria, Eritrea, Sud Sudan, Afghanistan, Iran, Iraq, Congo, Venezuela, Camerun; i loro nomi, che riportiamo di seguito, sono stati svelati lo scorso 8 giugno dal Comitato Olimpico.

Abdullah Sediqi (Afghanistan) – Taekwondo (-68kg maschile)
Ahmad Baddredin Wais (Siria) – Ciclismo (strada maschile)
Ahmad Alikaj (Siria) – Judo (squadra mista maschile)
Aker Al Obaidi (Iraq) – Lotta (-67kg greco-romana maschile)
Alaa Maso (Siria) – Nuoto (50m stile libero maschile)
Anjelina Nadai Lohalith (Sudan del Sud) – Atletica leggera (1500m femminile)
Aram Mahmoud (Siria) – Badminton (singolo maschile)
Cyrille Fagat Tchatchet II (Camerun) – Sollevamento pesi (-96kg maschile)
Dina Pouryounes Langeroudi (Iran) – Taekwondo (-49kg femminile)
Dorian Keletela (Congo) – Atletica (100m maschile)
Eldric Sella Rodriguez (Venezuela) – Boxe (-75kg maschile)
Hamoon Derafshipour (Iran) – Karate (-67kg maschile)
Jamal Abdelmaji Eisa Mohammed (Sudan) – Atletica (5000m maschile)
James Nyang Chiengjiek (Sudan del Sud) – Atletica leggera (800m maschili)
Javad Majoub (Iran) – Judo (Squadra mista maschile)
Kimia Alizadeh Zenozi (Iran) – Taekwondo (-57kg femminile)
Luna Solomon (Eritrea) – Tiro (carabina ad aria compressa 10m femminile)
Masomah Ali Zada (Afghanistan) – Ciclismo (strada femminile)
Muna Dahouk (Siria) – Judo (Squadra mista femminile)
Nigara Shaheen (Afghanistan) – Judo (Squadra mista femminile)
Paulo Amotun Lokoro (Sudan del Sud) – Atletica (5000m maschile)
Popole Misenga (DR Congo) – Judo (squadra mista maschile)
Rose Nathike Lokonyen (Sud Sudan) – Atletica (800m femminile)
Saeid Fazloula (Iran) – Canoa (500m maschile)
Sanda Aldass (Siria) – Judo (Squadra mista femminile)
Tachlowini Gabriyesos (Eritrea) – Atletica (maratona maschile)
Wael Sheub (Siria) – Karate (Kata maschile)
Wessam Salamana (Siria) – Boxe (57kg maschile)
Yusra Mardini (Siria) – Nuoto (100m farfalla femminile).

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