Tokyo 2020. Un’edizione inedita tra l’incertezza e la speranza

A Tokyo è arrivata la Squadra Olimpica dei Rifugiati. Tra il 20 e il 21 il gruppo si è riunito nella capitale nipponica, con qualche giorno di ritardo a causa di un caso di positività al Covid  registrato nella delegazione quando ancora si trovava a Doha (Qatar).

Il Covid, com’è noto, è il grande nemico di questa XXXII edizione dei Giochi. Già rimandata di un anno, alla vigilia dell’apertura, sono oltre 100 le persone contagiate legate alla manifestazione, non amata dagli stessi giapponesi proprio per paura della diffusione del virus. Gente in piazza ha chiesto per giorni che i Giochi fossero ancora rimandati di un anno o annullati.

Un’edizione inedita

Il Paese asiatico, infatti, sta vivendo la quarta recrudescenza dei contagi e dallo scorso 6 luglio (fino al 22 agosto) è stato dichiarato lo stato d’emergenza (che potrebbe essere prorogato fino al 5 settembre, ultimo giorno delle Paralimpiadi), mentre il tasso di vaccinazione fra la popolazione è basso: soltanto il 20% ha terminato il ciclo vaccinale e il 32% ha ricevuto soltanto la prima dose.

Le frontiere sono chiuse, e i pochi che hanno il permesso di superarle devono rispettare una serie di regole severe: come per gli atleti, i tecnici, i giornalisti e gli accreditati. Ma, abbiamo visto, il contagio corre comunque.

Il 23 luglio, come da programma, ci sarà la cerimonia di apertura. Ma il CIO si è dichiarato pronto a sospendere i Giochi nel caso la situazione sanitaria dovesse richiederlo.

Un’edizione inedita Tokyo 2020, senza pubblico per la maggior parte delle competizioni. È previsto un numero limitato di spettatori soltanto per le gare che si svolgeranno nei grandi stadi. Per tutte le altre ci saranno applausi pre-registrati e, secondo federginnastica.it, auto- premiazioni. Mentre i grandi sponsor (Toyota in testa) si sono ritirati per paura di legare il proprio nome ad eventuali eventi negativi.

Ma anche un’edizione inedita  anche per le 5 discipline inserite nel programma olimpico: baseball/softball, arrampicata sportiva, karate, skateboard e surf.

L’Italia

Per l’Italia – nonostante le defezioni di giovani promesse e talenti affermati (Larissa Iapichino, per l’atletica leggera e il tennista Matteo Berrettini, fresco finalista di Wimbledon prima volta per un italiano), per motivi fisici ma per una volta il Covid non c’entra – si registra il record di partecipazione atletica: per le Olimpiadi il team olimpico è formato da 384 atleti (197 uomini e 187 donne) che competeranno in 36 discipline; mentre le Paralimpiadi vedranno 113 azzurri (61 donne e 52 uomini) per 16 discipline.

Infine un onore patriottico: la pallavolista della nazionale, Paola Egonu sarà una degli atleti che porterà il vessillo olimpico alla cerimonia di apertura, che sarà trasmessa in diretta da Rai 2 (alle ore 13:00) e in streaming per gli abbonati da Discovery+, Eurosport Player e DAZN.

Lo stadio

Cuore dei Giochi, il nuovo stadio olimpico dell’architetto giapponese Kengo Kuma (lo stesso che ha progettato il recente Andersen Museum di Odense).

Si tratta di una costruzione sostenibile che s’ispira alle tecniche di costruzione tradizionale con grande impiego del legno: quasi 2mila metri cubi di legno di cedro, provenienti da tutto il Giappone impiegati anche per costruire le vele che ricorda la pagoda dell’antico tempio Horyuji.

All’interno dello stadio sono stati installati e integrati 185 grandi ventilatori e 8 nebulizzatori per far fronte alla calda estate di Tokyo che solitamente fa schizzare i termometri a oltre i 40°. Sorto sul perimetro del precedente (che ospitò le Olimpiadi del 1964), la costruzione iniziata nel 2016 è stata inaugurata nel dicembre 2019.

Sul filo della speranza

Olimpiadi incerte, dunque, che continuano a svolgersi sul filo della speranza che, speriamo “illumini il cammino,” come recitava lo slogan della torcia olimpica che, giunta in Giappone nel marzo 2020, dopo un giorno dall’inizio dalla tradizionale staffetta fu fermata. C’erano troppi assembramenti… .

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