La fiaba digitale dell’atleta Daniel Bramble

Daniel Bramble è un campione di salto in lungo britannico. Era pronto a partire per Tokyo e partecipare alle Olimpiadi. Poi è arrivata la pandemia Covid- 19 e tutto è cambiato anche per quest’atleta che ha conquistato fama internazionale nei Mondiali del 2015 e da allora ha partecipato a molte competizioni di atletica leggera.

“Se un anno fa mi avessero detto che nell’anno olimpico mi sarei ritrovato a consegnare i pacchi di Amazon per 10 ore al giorno, gli avrei dato del matto”. Invece questo è stato il suo presente fino a qualche giorno fa.

Dopo aver partecipato e superato le prime classificazioni di atletica leggera, l’atleta britannico ha visto annullare i Giochi Olimpici 2020, rimandati al prossimo luglio (virus permettendo).

Sopraggiunto il confinamento che gli impediva di allenarsi a livelli agonistici, Bramble ha lasciato il centro sportivo ed è tornato a Londra, ma era privo di copertura economica: senza i finanziamenti da parte del Regno Unito, né sponsor (la borsa di studio della Federazione gli è stata ritirata, quando non ha raggiunto i risultati sperati a causa di un infortunio, mentre il contratto con il marchio Nike è terminato nel 2018), costretto quindi a lavorare.

Cercando tra le magre (sempre a causa del Covid) offerte di lavoro, scartando ciò che proprio “non volevo fare, come il volontario per testare il vaccino contro il virus” Bramble ha trovato l’annuncio di Amazon e ha iniziato a lavorare per l’azienda statunitense, come fattorino.

“A condizioni abbastanza dure, anche per un atleta” – racconta l’atleta britannico alla BBC, che all’inizio credeva di poter conciliare lavoro e allenamenti ma ben presto si è ritrovato a consegnare pacchi per oltre 10 ore al giorno, incluso le domeniche. Allenarsi era impossibile. “Quando terminavo di lavorare e tornato a casa guardavo i social, vedevo i compagni del mio team che si godevano una vacanza, oppure si allenavano, insomma vivevano con una relativa tranquillità perché ricevevano un supporto economico”.

Anche Bramble aveva cercato aiuto, posto che il suo obiettivo era (è) partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo: aveva lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma GoFundMe, ma senza troppo successo. Così giunto il periodo del confinamento ha indossato la tuta ed ha iniziato a consegnare pacchi, fino a 150 al giorno.

L’ha fatto per 3 mesi, poi pochi giorni fa ha raccontato la sua storia su Twitter.

Il post è diventato virale, ha ricevuto 18mila interazioni, riferisce ancora la BBC,  e la sua campagna di raccolta fondi ha iniziato a lievitare,  fino a che è intervenuto il marchio Gymshark  (proprietario di una catena di negozi di fitness) che, il giorno dopo il compleanno dell’atleta (ha compiuto 30 anni), ha versato 9mila euro.

La cifra che mancava per raggiungere l’obiettivo stabilito e permettere a Brumble di dedicarsi unicamente alla realizzazione del suo sogno: il debutto olimpico – sfiorato nell’edizione  del 2016 – sapendo che, per ragioni anagrafiche, potrebbe essere la sua ultima possibilità.

Prima della pandemia era già entrato nella classifica finale. Ora i mesi che mancano a luglio 2021 gli serviranno per recuperare il tempo perduto. Presso la Loughborough University si sta  ri-preparando per le qualifiche olimpiche del prossimo anno.

Ma l’atleta non dimentica quelle che considera delle disfunzioni del sistema britannico nell’assegnazione delle borse di studio e chiede alla Federazione sportiva di cambiare gli indici di valutazione. “Si considerano l’età, le vittorie, le statistiche ma si tralasciano altri fattori, come un infortunio o un problema personale. Non tengono conto dei fattori umani. Questo dove cambiare” afferma Bramble che sembra il protagonista di una favola, anzi di una fiaba digitale.

 

Immagini: 1 2) Daniel Bramble, campione britannico di salto in lungo, mentre consegna pacchi per Amazon (estate 2020) e mentre si allena, tratta dalla sua pagina Facebook

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