L’arte in campo per il vaccino anti-Covid tutto italiano

Due artisti mettono il loro talento a disposizione della raccolta fondi per la ricerca dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani (INMI) impegnato, tra l’altro, nello sviluppo del vaccino anti-Covid tutto italiano, prossimo alle Fase 3: il 24 agosto, infatti, inizierà la sua sperimentazione sull’uomo, grazie agli oltre 4mila volontari che si offerti, semplicemente rispondendo alla richiesta apparsa sul sito dell’Istituto il 23 giugno scorso.

Basta un selfie

‘G R’ (per G. H. Rabbath) pittore oltre che scrittore e docente ha ideato a favore della ricerca sul Covid-19 dell’Istituto romano, il progetto di arte concettuale, performance e partecipativa ARK by G R che promuove la realizzazione di un rapporto diretto e vivo tra l’artista e le persone che desiderino fare parte del progetto.

Partecipare è semplice: basta inviare un proprio selfie o ritratto fotografico al sito ARKbyGR@gmail.com e l’artista lo trasformerà in un’opera d’arte digitale che pubblicherà sulle sue pagine social e sul profilo Instagram di Visit Vitorchiano, città alla quale gli stessi ritratti saranno donati (fonte: TusciaUp.

Ai partecipanti si richiede una piccola somma su base volontaria da devolvere sulla piattaforma donazioni.inmi.it dello Spallanzani.

L’asta di Ferragosto

Max Papeschi, già attivo nella battaglia contro covid-19 con la sua partecipazione, nell’aprile scorso, all’iniziativa internazione Color4Action, per la raccolta fondi in questione ha messo all’asta fino al 16 agosto, 5 stampe forex da 5 mm, complete del certificato di autentica. Prezzo di base d’asta 1200 euro per ogni singola opera.

Tema delle opere, la parodia di Papeschi verso il regime fascista, con un protagonista assoluto, il mitico Topo Gigio.

Titoli delle opere all’asta: La storia ci insegna, 2020; – Noi marceremo insieme a te, 2020; – Aspetta e spera che già l’ora si avvicina, 2020; – Noi ti daremo un’altra legge e un altro Re, 2020; – Sarai in camicia nera pure tu, 2020.

Gli interessati troveranno l’iniziativa sul sito di Ebay.

Il vaccino tutto italiano

Il vaccino allo studio dello Spallanzani, a differenza di quelli tradizionali è genetico. Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto romano ha spiegato a La Stampa la peculiarità dei i vaccini genetici, i quali al contrario dei vaccini tradizionali “non utilizzano un microorganismo inattivo o parte di esso, ma il gene che codifica per l’antigene del microrganismo che si vuole neutralizzare. Tale gene, una volta entrato nelle cellule dell’organismo induce la produzione della proteina spike che a sua volta stimola la produzione immunitaria contro il coronavirus”. Il trasferimento del gene avviene grazie a una tecnologia già usata dallo Spallanzani per la sperimentazione contro Ebola e il virus respiratorio sinciziale giunte alla fase della sperimentazione animale.

Nella sperimentazione del vaccino anti covid lo Spallanzani è coadiuvato per la produzione dall’azienda ReiThera di Castel Romano (RM).

I finanziamenti sia per la ricerca sia per la produzione (partite dopo l’approvazione dell’Istituto Superiore della Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Comitato etico) provengono dalla Regione Lazio, dal Ministero, dal Ministero della Ricerca, dal CNR e dalle tante, piccole e grandi donazioni private (tra queste quella della coppia cinese, i primi 2 casi di Covid in Italia, curati con successo presso il nosocomio) partite dalla richiesta di raccolti fondi lanciata dall’Istituto romano lo scorso marzo e che nello specifico riguarda:
• lo studio sulla biologia del virus con modelli di coltura in vitro bidimensionale e tridimensionale;
• lo studio della patogenesi mediante marcatore d’infezione e gravità;
• l’ammodernamento delle attrezzature dei laboratori e della banca biologica.

 

Immagini: 1-2) i selfie trasformati in arte digitale da GR, 3) uno dei 5 poster di Max Papeschi all’asta su EBAY. Entrambe le iniziative nascono per la raccolta fondi per la ricerca ant-Covid-19 dell’INMI Spallanzani, tra cui il vaccino giunto alla fase sperimentale sull’uomo e dalla cui pagina Facebook abbiamo tratto le 3 foto; 4) Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani

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