L’estate che non vuol morire

Settembre è entrato in punta di piedi in un’estate che ha riconciliato molti con le bellezze del nostro Paese. E così dopo un luglio meteorologicamente incerto dal lato ed un agosto caldo quanto basta per arrostire la pelle degli amanti della tintarella, settembre si è presentato talmente bello che diventa sempre più triste rientrare al lavoro e alle case delle città.

Il cielo è di un blu celestiale, l’aria è sottile quanto basta a far lievitare le foglie come se fossero sollevate da un soffio, le onde del mare si adagiano con dolcezza sulla rena. In spiaggia i bimbi riprendono a correre dopo i divieti precedenti, sul lungomare incontri visi sorridenti e riconosci quegli stranieri che non possono non ritornare in questo periodo in Liguria e nel resto delle coste italiche. Tutto questo ha un nome: nostalgia, e dargli un saluto ti pesa più del previsto.

Si può salutare il mare a suon di musica? Sì, e così assistere ad un concerto di clarinetti in una sala museale è stato come darsi un arrivederci, e quell’emozione alla fine portarla con noi. Questi strumenti costruiti in legno d’ebano, di antica origine, noti come memet in Egitto e aubos in Grecia, suonati dai componenti del quartetto Ebanum del conservatorio Niccolò Paganini di Genova, composto da G.B. Costa, Giuseppe Laruccia, Andrea Cattarinich al clarinetto sib e Pier Paolo Fantini al basso, sono stati in grado di attirare una platea di spettatori la cui attenzione altro non poteva fare che applaudirli con tanta enfasi ed ammirazione.

Il programma musicale ha spaziato dal XVIII secolo con Mozart Il flauto magico le sue arie e per proseguire con le variazioni sul tema del “Capriccio n.24” di Paganini di K. Wilson, e con “Opera da tre soldi” dall’Overture ed il tema finale di K. Weill. L’allegria delle note della Bagatelle di C. Grundmann e i tre tangos di A. Piazzolla: Contrbajeando, La misma pena e il delicatissimo ricordo del padre nella musica del Adios nonino hanno emozionato come mai era possibile immaginare.

La trascinante musica di G. Gimenez con la spagnolesca La Boda de Luis Alonso ha concluso il concerto, ma tali e tanti sono stati gli applausi che i musicisti hanno regalato ai presenti la replica della musica di Mozart.

Il Musel ha così regalato qualcosa di inedito ai sestresi ed ai suoi ospiti, è stato come se le note musicali fossero le onde di un mare che cambiano a seconda del vento e della loro forza, quella forza interpretativa che abbiamo visto sia da parte dei due professori che dei due giovani allievi la cui bravura sicuramente li porterà a raggiungere traguardi prestigiosi. E quando l’estate si spegnerà, certamente non verrà meno il ricordo di una serata diversa e che difficilmente sarà dimenticata.

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