L’oceanografo Manuel Bensi. Camminiamo insieme all’acqua, al sole e al vento

Acqua. Nasciamo nell’acqua, viviamo d’acqua, siamo fatti d’acqua. “Chiare, fresche, dolci acque” cantava Petrarca, o la “Sor  Acqua, è per San Francesco, “multo utile et pretiosa et casta”.

Elemento vitale e artistico che avvolge il nostro pianeta.

Da ciò deve nascere una scelta di giustizia: non sprecarla perché è assolutamente necessaria e perché sarà assolutamente essenziale per il nostro futuro. Ma perché ci è venuta spontanea questa introduzione? Perché abbiamo incontrato e conosciuto l’oceanografo Manuel Bensi ed è successo che la nostra curiosità non si sia fermata alla nostra scarsa conoscenza della materia, ma ci ha stimolato ad approfondire quanto la scienza che studia gli oceani e i ghiacci polari non sia poi così lontana e ci insegni ancor di più il valore prezioso dell’acqua.

Dalla Liguria all’Antartide, questo giovane uomo ne ha percorso di strada! Il mare del suo paese (Sestri Levante), gli ha dato sicuramente una spinta, e che spinta!

La madre ricorda come da piccolo non avesse un gioco particolare, ma soprattutto amasse i giochi all’aperto e sport acquatici, dal nuoto e windsurf. Il richiamo del mare lo accompagna fin dalla più tenera età.

Dopo studi ed esperienze si orienta a scegliere come suo “habitat” gli spazi alla fine del mondo. È stato 10 volte in Artico e ha fatto 40 spedizioni su navi per e a servizio della scienza che studia il mare e perché l’oceano è sempre in movimento così come le temperature dell’acqua che vanno legate alle correnti sottomarine.

Quando rientra a Trieste dalle spedizioni antartiche sulla nave da ricerca Laura Bassi , con un  “carico” di esperimenti scientifici in fase di elaborazione, inizia la successiva fase di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, per il quale lavora.

Durante il nostro incontro, ci ha mostrato che cosa sono gli strumenti GLIDERS” a GPS + IRIDIUM, alianti sottomarini che planano nell’acqua e raccolgono dati preziosi da studiare, così come le sentinelle del mare MOORINGS (ancoraggi oceanografici), boe e robot sottomarini filo guidati che raccolgono campioni d’acqua composti di  micro batteri.

La riduzione dei ghiacciai è, tra  le altre cose, causa del rilascio anomalo di gas che provocano in particolare l’effetto serra, ma è anche responsabile di un possibile rallentamento delle correnti che modificheranno il clima attraverso il rilascio di grandi quantità di acqua dolce in oceano, con sconvolgimenti ai quali dovremo abituarci.

Perché, dunque, un ragazzino cresciuto sulle rive del Tigullio, che giocava tra i sassi e la sabbia come qualsiasi altro bimbo, ha scelto di diventare tra i più importanti studiosi di oceanografia e vivere molti mesi tra i ghiacci artici, su navi rompighiaccio e basi sperdute, lontano dalla famiglia?

La risposta è stata una sola: la passione per la ricerca e l’amore indissolubile con il mare e l’acqua, quella forza della natura che fa spostare tutte le cose, che va, viene, parla e ti conquista.

Dall’ottobre del 2020  al 2023, è stato il rappresentante di OGS  (Istituto Nazionale di Oceanografia Sperimentale) e lavora nella commissione scientifica per l’Antardite.

Ricordiamo che dal 1981 l’Italia ha sottoscritto il Trattato Antartico, e continua a essere, dal 1985, tra le protagoniste nella ricerca oceanografica.

Il lavoro di Manuel ha inizio sulle navi rompighiaccio assieme ad altri componenti della spedizione; inoltre ci racconta delle due basi scientifiche in Antartide: stazione Concordia e stazione Mario Zucchelli dove si realizzano le sperimentazioni, con temperature che vanno da -2 a -10 in estate e da -20 a -30 in inverno. Dal 2020 il riscaldamento del mare è molto aumentato, ed il picco massimo lo ha raggiunto nel 2023.

L’incontro con Manuel Bensi, ha tenuto bloccati sulle sedie della sala Carlo Bo di Palazzo Fascie di Sestri Levante, oltre 100 persone, bambini, ragazzi, adulti e anziani, la cui curiosità non si è spenta nemmeno dopo lo scroscio di applausi che ha decretato il termine della conferenza.

In strada, gruppetti di persone hanno commentato i racconti di questo giovanotto sestrese, che pur vivendo a Trieste torna al suo paese pervaso di una voglia matta di far conoscere a tutti che i desideri e i sogni che non si devono mai cestinare perché il più delle volte si possono realizzare.

Ci ha detto che essere informati è entrare in relazione con il conoscere ed è come amare il nostro pianeta.

La globalizzazione non è una guerra, è la sfida degli anni che verranno. Acqua, sole e vento sono  elementi con i quali l’umanità deve fare assieme passi da gigante, diversamente sarà come giocarsi la vita alla roulette russa. Sai che il colpo in canna c’è ma non sai quando esploderà.

Quindi ogni ricerca che si fa oggi è come aprire un libro del quale conosciamo solo la prima pagina.

 

Immagini:1)  oceanografo Manuel Bensi da bambino, da adulto nella 2° sulla rompighiaccio – nave di ricerca Laura Bassi  

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