Contro il part-time involontario

Il lavoro part time, istituito nel 1984 come forma di agevolazione soprattutto per permettere alle donne di conciliare, con meno affanno, lavoro e vita privata, è diventato con il tempo involontario, ovvero imposto, anche in casi in cui contrattualmente, le/i lavoratrice/lavoratori figurano par-tine (mentre lavorano full time) o non riescono ad accedere o tornare al full time.

Da cui la definizione di part-time involontario: un fenomeno che riguarda complessivamente il 56,2% dei lavoratori, ma che si accanisce soprattutto sulle donne (3 milioni alle quali si va aggiungendo la fascia giovanile al primo lavoro) e al quale ora la proposta di legge – prima firma Susanna Camusso (Partito Democratico), recentemente presentata in conferenza stampa alla Camera – vuole porre rimedio in modo che torni alla modalità originaria di orario di lavoro scelto e modificabile, evitando la sua imposizione – ricatto come soluzione per mantenere il posto di lavoro.

I falsi contratti part-time e la pensione

Ed evitando i falsi contratti a part-time, a fronte di un lavoro a orario pieno ma con metà diritti e riconoscimenti, pensioni incluse.  Secondo il rapporto annuale dell’Inps appena pubblicato, nonostante le donne siano il 51% dei pensionati, percepiscono solo il 44% dei redditi. Mente la pensione media delle donne è pari a 1.594,82 euro al mese, quella degli uomini è di 2.142,60, il 34% in più e tra le cause principali di differenza, asserisce lo stesso rapporto, c’è il part-time.

Così tra i punti principali del DDL Camusso troviamo la proposta di un minimo contributivo annuo stabilito in proporzione con l’orario effettivo, in modo che chi lavora per un tempo inferiore versi un minimo ridotto e possa lo stesso maturare un’annualità utile ai fini pensionistici.

Orari precisi e abolizione delle clausole elastiche

Il testo chiede l’istituzione di orari precisi, della limitazione degli straordinari e delle abolizioni delle clausole elastiche, meccanismi a cui si riferiscono i datori di lavoro per modificare gli orari pattuiti anche con preavvisi ravvicinatissimi, che gli permettono cambiamenti anche ogni 48 ore.

Nero su bianco

La richiesta di part-time con le sue peculiarità inclusa la richiesta di tornare al full-time deve essere precisato per iscritto.

Prima delle nuove assunzioni estensione dell’orario

Infine Le aziende quando necessitano di maggior personale, prima di assumere nuovi lavoratori dovrà proporre l’estensione dell’orario di lavoro agli impiegati part- time.

Part-time: scelta volontaria e transitoria e non una trappola

Come è stato detto nel corso della conferenza stampa, alla quale era presente oltre Susanna Camusso, la segretaria del Pd, Elly Schlein, “il part time deve tornare a essere una scelta volontaria, e non di sfruttamento, un contratto con carattere di transitorietà, e non più una “trappola” dalla quale le lavoratrici, in grandissima maggioranza, non riescono più a uscire”.

 

Immagine: Roma, presentazione presso la Camera del DDL contro il part-time involontario, prima firma Susanna Camusso, la terza da sinistra, dopo Elly Schlein  segretaria del Pd – photo by partitodemocratico.it

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