Contro i gas traccia. Qui e ora

 

Veerabhadran Ramanthan

Veerabhadran Ramanthan

Veerabhadran Ramanthan uno dei più grandi luminari mondiali del cambiamento climatico è stato il vincitore dell’VIII edizione del premio “Fundación BBVA Fronteras del Conocimiento”.

Ancora un premio per questo grande ricercatore indiano, per i suoi studi e scoperte sul riscaldamento globale, per i suoi contributi nella realizzazione di soluzioni pratiche che mitigano il cambiamento climatico e migliorano la qualità dell’aria e della salute umana, specialmente nelle regioni più svantaggiate del pianeta.

Ancora un riconoscimento anche per il suo instancabile lavoro nell’informare e divulgare i rischi che comportano l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico, nel riuscire a richiamare l’attenzione e a coinvolgere i leader mondiali, e a contribuire alla formazione dell’opinione pubblica.

 La rivoluzione dei gas traccia

Veerabhadran Ramanthan, professore e direttore del Centro del Scripps Institution of Oceanography, dell’Università della California, San Diego e membro della National Academy of Sciences, negli anni 70 si trasferisce dalla natia India negli Stati Uniti d’America.

Inizia le sue ricerche all’Università statale di New York, dedicandosi all’effetto delle emissioni dei gas serra, nelle atmosfere di Venere e di Marte. Questa investigazione scientifica vale a Veerabhadran Ramanthan, un posto da post-dottorato alla Nasa, dove inizia i suoi studi sull’influenza del CO2 (anidride carbonica) sul clima terrestre, studi che lo portano a risultati “rivoluzionari” nel campo delle cause del cambiamento climatico della terra.

Al contrario di come la comunità scientifica aveva ritenuto fino allora, Ramanthan scopre che il CO2 non è l’unico gas a incidere negativamente sull’effetto serra, ma ne individua altri, gli alocarburi, fra i quali i CFC (clorofluorocarburi), anch’essi generatori di emissioni altrettanto potenti e perniciose per il surriscaldamento del globo.

Infatti, lo scienziato indiano calcola che una tonnellata di CFC cattura nell’atmosfera tanto calore, come 10.000 tonnellate di CO2. Questa scoperta apre la strada all’individuazione di altri gas di origine antropica, come il metano o i HFC.

Negli anni successivi, proseguendo nelle ricerche, Ramanathan insieme con altri scienziati, stabilisce che i gas citati, i così detti gas traccia, costituiscono il 45% dell’alterazione dell’effetto serra, imputabile all’attività umana.

Questa scoperta ha in seguito aperto la strada all’interazione tra i gas traccia il clima e la chimica.

Sempre di grande impatto scientifico, sono gli studi e gli esperimenti su grande scala e con tecnologie innovative, che Veerabhadran Ramanthan ha condotto negli anni novanta, nei confronti degli aerosol (particelle sospese nell’atmosfera) costituite dalla fuliggine o carbone nero di produzione sia industriale che domestica, dalle sostanze gassose emesse dai grandi allevamenti di bestiame. Anche questi aerosol sono fonti d’inquinamento di grande impatto, sulla salute dell’uomo e dell’ambiente.

 Una partita da giocare qui e ora

In occasione dell’accordo della Conferenza sul Clima di Parigi, avvenuto nel dicembre 2015, lo scienziato indiano ha riaffermato l’importanza di combattere i gas traccia e il carbone nero. Una battaglia che equivale a un’occasione, per ottenere un rapido effetto contro il surriscaldamento del globo.

Come leggiamo sul sito della BBVA, Ramanathan spiega “: I gas traccia e la fuliggine una volta liberati, rimangono nell’atmosfera molto meno tempo rispetto all’anidride carbonica, la quale, al contrario impiega secoli a scomparire. I gas traccia e la fuliggine, sono si tra i 25 e 4000 volte più potenti della stessa CO2, ma

Ramanthan con Papa Francesco

Ramanthan con Papa Francesco

rimangono nell’atmosfera solo qualche giorno, come nel caso della fuliggine o, al massimo, 15 anni come nel caso dei HFC (monosaccaridi). La riduzione delle emissioni di questi inquinanti a breve durata, avrebbe un impatto immediato e potrebbe rallentare notevolmente il riscaldamento globale in pochi decenni. Questo, oltre a ritardare i disastri ambientali, ci darebbe più tempo – e di tempo abbiamo disperatamente bisogno – per cambiare radicalmente il nostro sistema energetico”.

“Limitandoci ad agire solo sull’anidride carbonica” continua Ramanathan “non si raggiungerà l’obiettivo fissato a Parigi. Per questo la battaglia contro i gas traccia e la fuliggine è una partita importante che va giocata ora”.

Consigliere dell’Enciclica Laudate Si

Veerabhadran Ramanthan come membro della Pontificia Accademia delle Scienze, fra le sue tante iniziative, ha organizzato nel 2014 il simposio “Umanità sostenibile, Natura Sostenibile” le cui conclusioni hanno contribuito significantemente all’elaborazione e alla pubblicazione nel giugno 2015 di “Laudate Si”, seconda enciclica di Papa Francesco, dedicata ai temi dell’ambiente, dell’ecologia, della vivibilità del pianeta, della cura della nostra “casa comune”.

 

Per maggiori informazioni

www.fbbva.es

 

 

 

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