Hua Zhibing. Matricola universitaria nata dall’Intelligenza artificiale

Dal 3 giugno 2021, Hua Zhibing è una matricola universitaria e a comunicarlo al mondo è stato Weibo, il Twitter cinese.

Perché tanto clamore per un fatto così comune e ordinario? Perché Hua Zhibing è la prima studentessa virtuale ‘confezionata’ dall’Accademia di Pechino con l’Intelligenza Artificiale (Beijing Academy of Artificial Intelligence – BAAI), che studierà presso il Dipartimento d’Informatica e Tecnologia dell’Università di Tsinghua.

Al mondo la nostra studentessa virtuale si è presentata senza finzioni, così: “Sono appassionata di letteratura e arte da quando sono nata, una caratteristica che mi hanno donato gli scienziati, oltre a darmi queste fattezze e questa voce”.

Gli scienziati/creatori sono più di cento esperti in Intelligenza Artificiale guidati da Tang Jie, vice direttore accademico della BAAI e professore presso il Dipartimento di Informatica e Tecnologia dell’Università Tsinghua, che ha spiegato come la studentessa virtuale sia il frutto di un sistema di modellazione IA, denominato Wudao 2.0 che utilizza 1750 parametri per arrivare a simulare una conversazione, scrivere poesie e capire le immagini.

I parametri di riferimento, sono vasti, dalla capacità di riconoscere immagini alla costruire frasi di senso compiuto, sulla base dell’apprendimento della “macchina” di migliaia di dati generati dall’esperienza e dal comportamento umano.

Il 20 marzo 2021 la BAAI aveva lanciato Wudao 1,0; il 1° giugno ha presentato versione aggiornata la  Wuado 2.0 alla Conferenza 2021 dell’Accademia di Pechino per l’Intelligenza Artificiale. Tempo 2 giorni ed è apparsa Hua Zhibing.

I modelli intelligenti su larga scala sono potenti e sofisticati software di apprendimento (machine learning) in grado di comprendere il linguaggio, d’interpretare visivamente gli stimoli dell’ambiente e fare deduzioni, sulla base della migliaia  di dati analizzati. Potenzialmente, “apprendendo dalle esperienze umane” sono in grado di  eseguire cognitivamente articolati.

Quando siamo di fronte a algoritmi creati  dunque attraverso il deep learning, l’apprendimento profondo, si va oltre la superficie e, al tempo stesso, si tratta di materia “oscura” poiché non se ne possiede una conoscenza piena delle sue potenzialità.

La studentessa virtuale è dotata di un algoritmo di base che “apprende” su una piattaforma di supercomputer sviluppata in Cina. Il suo sistema interconnette 3 tipi d’intelligenza artificiale: la capacità linguistica (comprende ciò che le viene detto e risponde in modo appropriato), capacità di interpretare le immagini e, infine l’ambizione di arrivare a riprodurre la capacità logica deduttiva, consentendo di interagire secondo degli stimoli sonori e visivi che riceve.

Studentessa che, precisa la divulgatrice scientifica Viola Biachini è una sorta di “espediente narrativo” della BAAI per presentare al mondo la tecnologia Wudao 2.0; tecnologia da record, avendo superato i  1.600 miliardi di parametri, individuati dai sistemi della macchina di intelligenza artificiale di Google.

Per i suoi creatori Hua Zhibing apprende molto più in fretta di una persona reale: ha una capacità di assimilazione che supera del doppio quella umana, ma non ha reazioni emotive. Ma le aspettative del gruppo di scienziati non hanno limiti e sperano che “dopo aver padroneggiato le sue competenze” la studentessa virtuale arrivi a un “ragionamento “umano” e all’interazione emotiva”. Un chatbot di alto livello

Ci riuscirà? Lo sapremo leggendo  i post che  Hua Zhibing scrive, in modo intelligentemente artificiale sul vlog (un blog sotto forma di video).

Al momento il profilo social di Hua presenta un vasto numero di follower, probabilmente incuriositi dall’insolita natura che dichiara fin dall’inizio di essere un software.

Nel 2013, il bravissimo attore Joaquín Phoenix nel film “Lei” si innamorava della sua assistente vocale. Tutto sommato, a livello affettivo, per il momento continuammo a credere in un’altra natura di innamoramento.

E, soprattutto ,la vera sfida socio-tecnologica è individuare l’uso di tale intelligenza nella società e studiarne in modo approfondito i risvolti giuridici ed etici.

 

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