Una fiaba moderna. Isa Broggi, Enzo Biagi e il piccolo Antonio

Nella cittadina che stregò il favolista per antonomasia Hans Christian Andersen a cui è dedicato i premio omonimo per le fiabe, a oltre 50 anni dalla nascita del Premio Andersen vi presentiamo una “favola” dei tempi nostri tempi, autentica nella veridicità dei fatti, ma magica e fiabesca nella sua essenza. Tra i cui protagonisti ri-troviamo Enzo Biagi, di cui oggi 9 agosto 2020, ricorre il centenario della nascita e una donna straordinaria.

di Anto Enrico Canale

C’era una volta….

Erano gli anni tristi del dopoguerra, e chi ha vissuto quel periodo può ben comprendere quei volti di bambini palestinesi, yemeniti, israeliani, iracheni… che la televisione ci mostra in modo im-pietoso, sofferenti per la cattiveria di uomini adulti. Uomini contro uomini. Ma torniamo alla nostra storia.  I genitori di Antonio, il nostro giovane protagonista, data la situazione fosca dei primi anni del dopoguerra, volevano consegnare al loro figlio dei ricordi lieti, e così decisero di rendere memorabile il giorno della sua Prima Comunione, celebrando la sua iniziazione cristiana, nella città di Assisi dinanzi alla tomba di San Francesco.

Si parte

Arrivò il giorno della partenza. La meta era lontana, in particolare per le famiglie contadine, provenienti dal Sud, poco avvezze ai mezzi di trasporto, e così la famiglia si preparò ad affrontare un viaggio lungo, difficile e pieno di incertezze, ma colmi di curiosità e desiderio.  Antonio, la madre e il padre si recarono alla piccola stazione di Matrice, paesino in provincia di Campobasso.

Lì, fermo sui binari come se fosse consapevole di essere stato scelto dalla famiglia di Antonio, c’era un carro ferroviario, un po’ malandato, corroso dal tempo, con una porta larga, scorrevole e traballante. Ogni passeggero che saliva cercava un cantuccio accogliente che gli donasse una parvenza di riservatezza.  I genitori di Antonio affrontarono il viaggio in astinenza e digiuno, come atto di ringraziamento al Signore per aver loro concesso di realizzare il loro sogno.

Uno stridio di freni e un fischio prolungato svegliò i passeggeri, confermando l’arrivo alla meta: stazione di Santa Maria degli Angeli. Quel luogo fu scelto dai genitori di Antonio affinché quell’8 settembre 1947, giorno della natività della Vergine Maria e della Prima Comunione, non venisse mai dimenticato dal figlio.

Il frate e Isa

Antonio si riteneva un bambino fortunato poiché aveva uno zio frate, fratello della madre, e, tra le numerose persone che incontrava, ci fu un incontrò che lasciò nell’animo di suo zio un segno particolare: una donna minuta, composta ma di grande levatura morale, di nome Isa.

Andava spesso ad Assisi, per confessarsi e consigliarsi con lo zio di Antonio che divenne suo padre spirituale.

Il tempo passò e Antonio tornò con la famiglia ad Assisi, per la  sua Cresima, con la speranza che la signora Isa potesse fargli da madrina.

All’epoca l’ordinamento ecclesiastico prevedeva la madrina per le ragazze e il padrino per i ragazzi, ma l’intervento dell’allora vescovo di Assisi concesse una dispensa che permise ad Isa di essere la madrina il 10 maggio 1953, data in cui avvenne la Confermazione di Antonio.

Entra in scena la Liguria

Il padre di Antonio ad un certo punto della sua vita lavorativa viene trasferito in Liguria come segretario comunale e la madrina, di cui ora conosciamo nome e cognome, Isa Broggi, bancaria, tra i fondatori della Federazione Bancaria Italiana, da sempre spinta da un profondo spirito solidale, aveva dato aperto a Volta Mantovana, il Nido Federico Traverso, per ospitare i figli di carcerati, bimbi soli senza la presenza dei loro genitori.

Un incontro del destino

La favola giunge ai giorni nostri. Antonio ormai adulto e padre, non amante della televisione, una sera, assiste alla famiglia alla visione di un programma televisivo in occasione del compleanno di un noto giornalista, scrittore contemporaneo, intervistato dal direttore di un quotidiano nazionale che gli chiede: “ Lei che ha incontrato molti personaggi, può dirci quale persona ha lasciato nella sua vita un ricordo indimenticabile?. L’intervistato in risposta elogiò con parole commoventi Isa (la signora piccola e minuta) che, dopo aver dato la propria vita per il prossimo, morì proprio fra le sue braccia, tenendolo per mano, e il suo ultimo pensiero, che consegnò allo scrittore, fu per quel ragazzo cresimato ad Assisi.

“In punto di morte parlò di lui, chiedendosi dove abitasse, se fosse ancora in vita. Un brivido scosse Antonio, capì che un altro fatto misterioso si stava avverando: Isa voleva far giungere attraverso lo scrittore il suo messaggio, sperando che quella sera a quell’ora, Antonio si sedesse davanti allo schermo.

E fu così, la meraviglia e il cuore dell’ex del giovane cresimato di Assise, si riempirono di stupore e di incredulità. Dopo tanti anni, quella donna minuta fisicamente quanto forte spiritualmente si manifestava  con vigore nella sua vita. Avrebbe mai incontrato questo singolare e importante messaggero?

Il destino, la Provvidenza hanno un loro disegno che prestò si palesa nei momenti più inaspettati. Incontri che si trasformano in momenti pregni di significato e che danno valore alle nostre assistenza. Fu così che l’umile autore di questa fiaba moderna, conobbe Antonio, ormai uomo, collaborando insieme in un ambiente di solidarietà sociale.

Entrambi vivono e lavorano a Sestri Levante, la città delle fiabe. Quasi come un dettame interiore, il nostro autore si sente investito dal potere fatato di rendere possibile l’mpossibile è così si mise “al lavoro” per fare incontrare lo scrittore ed Antonio.  L’impresa si concluse con successo e, quando il giornalista, il grande Enzo Biagi, si trovò di fronte ad Antonio gli disse  “Ti porto il saluto di Isa con la stessa mano che strinse la sua prima di lasciarci”.

 

Nota

Il giornalista del noto quotidiano era il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, intervista ad Enzo Biagi, nel suo 80esimo compleanno

 

 

 

 

 

 

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