Svizzera. Bocciato il referendum No Billag. Gli elvetici amano il canone radiotelevisivo
Il 4 marzo 2018 gli Svizzeri si sono espressi nel referendum No Billlag che chiedeva alla cittadinanza l’abolizione del canone per la radio-tv pubblica. Giacché l’abolizione avrebbe comportato una modifica costituzionale, sono stati chiamati al voto i cittadini di tutti i 14 Cantoni.
Gli svizzeri hanno deciso bocciando, ad ampia maggioranza, il No Billag. I Cantoni hanno scelto di continuare a pagare il canone radio televisivo e di accettare il nuovo ordinamento finanziario che prevede, dal 2019, le seguenti norme:
- il canone domestico scenderà da 451 a 365 franchi annuali (pari a 314 euro);
- il canone per le imprese sarà proporzionato al proprio bilancio; esentate le aziende con un ricavo annuo inferiore ai 500mila franchi (pari a 430mila euro);
- il pagamento dell’abbonamento sarà esteso a tutti, indipendentemente dal consumo dei programmi o del numero degli apparecchi di ricezione in possesso.
Il referendum era stato lanciato dalle sezioni giovanili del partito Udc (Unione democratica di centro) e del Plr (Partito Liberare Radicale) che ritenevano iniquo un canone generalizzato perché non si ascoltano o si guardano tutti i programmi trasmessi.
La radiotelevisione svizzera è la Ssr (Società svizzera di radiotelevisione), che comprende radio locali e tv regionali che adempiono al mandato di servizio pubblico; la programmazione è finanziata dal canone pubblico.
