La rosa della conoscenza nel deserto

Ministro del governo Saharawi alla chiusura dei corsi estivi dell’Università Tifariti
Dal ritiro della colonizzazione spagnola nel 1976, circa 200 mila Sahrawi vivono in campi profughi nel deserto algerino vicino Tindouf, in tende e case di terra, a causa dell’occupazione marocchina del loro territorio, il Sahara occidentale.
Da allora il popolo Sahrawi si batte per la libertà della propria terra. Da oltre 30 anni il Marocco disattende la direttiva europea per l’indizione del referendum per l’indipendenza nazionale del popolo saharawi, gettando la popolazione in uno stato continuo di guerra e instabilità.
Nonostante le tragiche condizioni, i Sarahawi e le Nazioni Unite hanno trasformato uno dei sistemi educativi più poveri in una condizione di alfabetizzazione che raggiunge il 90% rispetto a 30 anni fa. Numerose le borse di studio, offerte da università spagnole, algerine e cubane. Il gruppo dei giovani laureati a Cuba sono conosciuti come “Cubarawi”. Una forma di progettazione didattica non convenzionale che ha preso le vesti istituzionali di un’autentica Alma Mater: Università di Tifariti, nata nel città liberata, controllata dal Fronte Polisario, coalizione per il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi.
La pianificazione dell’ateneo risale alla operazione tra università algerine, spagnole e cubane e, attualmente, oltre al coordinamento didattico, questi atenei si occupano dell’attività di fundraising. Oltre alle università elencate si sono uniti alla realizzazione dell’Ateneo nel deserto, le Università di Berkeley, Managua, Leeds, Pretoria, insieme a ulteriori collaborazioni internazionali.
Dal 2008, l’Università Autonoma di Madrid organizza programmi di scambio tra i giovani spagnoli e i ragazzi sahrawi.
“L’importanza della collocazione dell’Università è simbolica; non nei territori occupati dal Marocco, non nel campo dei rifugiati in Algeria ,ma in una libera terra di mezzo afferma il prof. Moreno dell’Università di Siviglia.
Da giugno a luglio 2016, il Centro per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale dell’Università di Ferrera, congiuntamente al Sistema Museale di Ateneo, dal Comune di Albinea (RE) e dall’Università di Tifariti, con il contributo della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Ferrara, la mostra SAHRAWI. La dignità di un popolo.
Comune e Regione emiliani sono impegnati in nel progetto di collaborazione internazionale “Sostegno alle attività del laboratorio nazionale di farmacia e alla dotazione di farmaci per la popolazione rifugiata in Algeria”, in particolare per il laboratorio di produzione di farmaci “M.Embarek Fakal-la nei campi di rifugiati saharawi in Algeria. Come leggiamo nella scheda di progetto: “il laboratorio di produzione farmaci M. Embarek Fakal-la contribuisce a garantire l’approvvigionamento di farmaci per la popolazione rifugiata. Una perla di efficienza nel vuoto in cui la condizione di rifugiati ha precipitato la popolazione sahrawi“.
