Il chiaro e lo scuro. Quando a Napoli nacque il musical

Il musical che ha trovato il suo trampolino di lancio verso il mondo a Broadway nell’Ottocento affonda le sue origini nella Napoli del Cinquecento.

Nel libro Il chiaro e lo scuro (ed. Argo, 2021) curato dall’etno-musicologo Gianfranco Salvatore, professore all’Università di Salento, e con gli interventi di studiosi di fama internazionale di storia, lingue e tradizioni musicali afro-europee, sono illustrate le 12 canzoni moresche del XVI secolo a noi tramandate, che si caratterizzano per essere storie d’amore musicate e ballate.

Un ciclo narrativo che vede per protagonisti 3 musicisti di strada neri che si rivolgono alle schiave al servizio delle nobildonne napoletane.

Storie d’amore con le loro difficoltà, con tanto di coro che rappresenta la comunità nera a Napoli che va in soccorso al personaggio in difficoltà, preannunciando un gospel.

Non ci sono personaggi bianchi nelle canzoni moresche e anche qui – come scrive pressreader – con ampissimo anticipo rispetto a quello che sarà nel primo Novecento il ragtime di Scott Joplin, James Scott e Joseph Lamb.

Il Rinascimento vide l’inizio della deportazione di uomini e donne dal continente africano in Europa. Le persone “scure2 anche a Napoli erano schiavi ma suscitavano curiosità e interesse, nasceva così in confronto con i “chiari” che si rifletteva anche nelle art,i lasciando tracce della presenza nera nel teatro e, appunto, nella musica e nel linguaggio.

La lingua delle canzoni moresche è la mescolanza tra i termini locali e vocaboli del kanuri, lingua ancora parlata tra la Nigeria e il Niger, a lungo rimasta sconosciuta fino allo studio intuitivo di Gianfranco Salvatore di pochi anni fa, che l’ha scoperta e decodificata, confortato dalla conferma di grandi africanisti internazionali.

Gli studiosi sono concordi nel ritenere che tra gli scuri e i chiari, in quel tempo a Napoli, nascevano relazioni basate sulla simpatia senza uguali in Europa, dando vita a una commistione culturale, a un autentico melting-pot giunto fino ai nostri giorni e che ci rimanda dritti dritti al Nero a metà, terzo album del compianto Pino Daniele, uscito nel 1980.

 

Immagine di copertina: l’etno – musicologo Gianfranco Salvatore, curatore del libro ‘Il chiaro e lo scuro’. La fotografia è tratta dal sito sentireascoltare.com, che riporta note sull’autore

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