Ai lettori piace la ribellione dei libri

cescutti e libreriaValori e disvalori in una società che cerca risposte ma fa poche domande. Ecco che una risposta rotonda e consistente ci viene da una città multiforme e multiculturale e, da un cittadino della Roma bella che sta scomparendo.

Vi abbiamo parlato di Libribelli a Trieste di Giorgio Cescutti, una libreria o meglio “uno spazio per i libri” come lo definisce Giorgio in cui si possono portare, prendere e riportare i libri senza alcun impegno economico. Ecco, Giorgio, l’uomo che fa rivivere i libri. Lo abbiamo incontrato per sapere come è nata la sua attività ricreativa per sé e per gli altri.

“ Lessi un articolo su Anna Hilbe che raccontava della sua libreria, dove i libri sono a disposizione di tutti, completamente gratuiti. L’idea mi rapì, sembrava proprio combaciare con il mio desiderio di creare qualcosa in cui non entrasse il dio Denaro. Così mi misi in contatto con lei per informarmi sui dettagli “di impresa” e iniziai la mia avventura. Sono sinceramente sorpreso dell’interesse che sta suscitando”.

Ed è proprio così. Un ambiente che da magazzino in disuso si è trasformato in un’agorà di scambi di libri, di  incontri e confronti, dove i libri, protagonisti assoluti, non sono catalogati in modo rigido e schematico, solo un ordine puramente alfabetico di autori: ” Mi piace che la gente si faccia un giro, una chiacchierata e, poi scelga un libro; una rigida classificazione romperebbe il flusso”. Una guida non invasiva per chi ama andare incontro ai libri- ribelli.

L’immagine è suggestiva ed esplicativa dell’intenzionalità ed intenzioni di Giorgio. Ragionando con una sua amica sul nome da dare al locale, prende ispirazione dall’atto che gli ispirano i libri, ossia la ribellione. La dicitura Libribelli si presta a due letture: libri belli e libri ribelli. La bellezza della ribellione dunque.

Cescutti si avvicina alla lettura e alla scrittura in età matura. Vuole “coprire il suo limite”; così inizia a riflettere su un’attività che possa soddisfare questa sua esigenza, libera da ogni costrizione o finalità lucrativa. Non è nuovo al mondo della solidarietà. Opera come animatore clown presso l’ospedale pediatrico di Trieste e presso la Comunità San Martino al Campo, dedita a persone che vivono per la maggior parte del loro tempo, in strada.

Molti si chiedono e gli chiedono, come faccia a coprire i costi vivi, lo spingono a farsi pubblicità, a chiedere dei contributi. “Ma che senso avrebbe?” domanda retorica di Giorgio. Il suo obiettivo si sta concretizzando: condividere le opportunità di lettura e di dialogo, un luogo casuale di aggregazione, libero di ogni altro interesse o scopo.

“Il mio desiderio era quello di creare qualcosa di alternativo alla logica del consumismo. I costi della messa a norma del locale, delle librerie che accolgono i libri ribelli, per me rappresentano la realizzazione di un progetto al servizio della comunità”. Giorgio lavora, ma come ci dice lui, il tempo, se vuoi, lo trovi.

La gratuità suscita ritrosia ed incertezza nei comportamenti :“Mi stupisce come le persone entrino in modo timido e abbiano quasi soggezione ad appropriarsi di un libro; l’incontro è graduale e genuinamente gratificante. Un signore mi riporta un libro, dicendomi che non gli è piaciuto e, al tempo stesso, mi regala una cornice con l’articolo del Piccolo (giornale di Trieste ndr) che parla della mia iniziativa”.

scaffali di libribelliI primi libri sono stati donati da amici, ora, mano a mano, che si sparge la voce, le donazioni sono sempre più frequenti. I libri accantonati in un angolo quasi sconosciuto di casa, in cantine, prede di un’umidità impietosa, ri-prendono vita e si fanno trovare tra gli scaffali di Libribelli. Tanti i giovani che vi entrano, quasi l’80% dell’utenza, da una statistica sommaria. Soprattutto donne.

Al momento, oltre a Giorgio, cooperano allo “spazio vivo dei libri” due sue amiche e un giovane proveniente dal Pakistan.

Libri che si fanno scegliere, gente che si incontra, che dialoga e vive momenti di serenità. Una formula semplice che permette di prendere una pausa dagli affanni quotidiani, virtuali e non. Giorgio ci racconta altri progetti che popolano la sua fervida mente. Ma questa è un’altra storia.

Lo salutiamo e non riusciamo a non sottolineargli il simpatico stridore che ci procura il suo accento sorprendentemente romano per una persona che vive da 22 anni, immersa in quello splendore di città che è Trieste. Una bella personalità, senza dubbio.

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