L’UE richiama l’Italia per l’inquinamento delle sue città
L’Unione europea richiama l’Italia per il tasso d’inquinamento da polveri sottili. Con una lettera la Commissione europea esorta il nostro Paese affinché compia “azioni adeguate” per ridurre le emissioni di particolato Pm10, a protezione della “salute pubblica”.
La lettera è un “ultimo avviso” sulla violazione sia dei limiti giornalieri e sia dei limiti annui
I limiti giornalieri sono violati in 30 zone italiane e si trovano in: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia.
Mentre il superamento dei valori annui avviene in: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).
Per l’Italia è “l’ultimo avviso”: ha 2 mesi di tempo per adottare misure concrete, altrimenti la Commissione porterà il caso Italia presso la Corte di Giustizia dell’UE.
Il comunicato odierno, 27 aprile 2017, segue l’avviso inviato all’Italia nel giugno del 2016.
I limiti delle polveri sottili sono entrati in vigore nel 2005.
L’Italia, fin da subito, non è riuscita a rispettare i limiti e ha già subito una condanna della Corte di Giustizia dell’Unione per gli anni 2006 e 2007.
Le polveri sottili, definite “particular matter” (materia particolata), sono composte da particelle solide e liquide con un diametro uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro. Tra gli agenti inquinanti più nocivi, sono prodotte sia dai fattori naturali, come ad esempio il polline o le spore sia dall’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni da combustibile, riscaldamento domestico, dagli autoveicoli, industria, agricoltura, inceneritori e fumo di sigaretta.

