Paul Kane. Etnologo in campo, artista in studio

I dipinti e in particolare gli schizzi sul campo, realizzati nell’Ottocento dal pittore autodidatta Paul Kane, rappresentano uno dei primi documenti visivi della vita degli indigeni occidentali.

Molte sue opere vedono protagonista la popolazione Chinook, nativa del Nord America,  i loro usi e costumi, compresa la pratica della modifica intenzionale del cranio, di cui ci parla lo studio del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, pubblicato su Scientific Reports.

Wikipedia alla voce Deformazioni craniche artificiali,  riporta il quadro di Kane (visibile al lato), dove ritrae gli effetti della pratica, effettuata sulla donna .e in fase di realizzazione sul bambino.

Di massimo interesse sugli usi e costumi dei nativi americani fu e continua a esserlo,  il diario di Kane,  Wanderings of an Artist among the Indians of North America (Erranze di un artista tra gli indiani del Nord America), a Londra nel 1859. Fu un successo immediato e ristampato più volte nel XX secolo.

Pur nella visione  a volte etnocentrica degli indigeni il testo rimane un documento importante di etnologia, e manifesta la sua arditezza, la sua capacità descrittiva e l’afflato di testimonianza storica che caratterizzano le sue “erranze”.

Leggiamo nella prefazione del diario: “Al mio ritorno in Canada dal continente europeo, dove trascorsi quasi quattro anni, studiando la mia professione come pittore, ero determinato nel consacrare qualsiasi fossero i mie talenti e competenze alla raffigurazione di una serie di immagini illustrative degli Indiani del Nord America e i loro scenari.

Il soggetto era di mio profondo interesse fin dalla fanciullezza. Mi ero abituato a vedere centinaia di indiani nel mio villaggio dei nativi, l’allora Little York fangoso e sporco, lottando per la sopravvivenza, ora città di Toronto, in tutta la loro energia e forza commerciale. Ma il volto dell’uomo rosso ora non si vede più.

Tutte le tracce delle sue impronte stanno scomparendo velocemente dai suoi, una volta, luoghi di ritrovo preferiti, e coloro che desiderano vedere gli aborigeni di questo paese nel loro stato originale o cercare di studiarne gli usi e costumi, devono viaggiare lontano attraverso la foresta senza sentieri, per trovarli.

Il principale obiettivo della mia impresa era quello di dipingere degli schizzi sui principali capi e sui loro costumi originali, per illustrare i loro usi e abitudini, e rappresentare lo scenario di un paese quasi sconosciuto”.

L’interesse etnologo di Kane per il Canada dell’Ovest, non tragga in inganno il lettore riguardo alla sua origine, che fu tutta irlandese. Nato Mallow nel 1810, la famiglia si trasferì in Canada nel 1819, come tanti connazionali che formarono, per numero elevatissimo di partenze, l’Irish diaspora, la diaspora irlandese. Il suo interesse fu personale, storico e antropologico, sospinto dalle narrazioni in pittura che aveva ammirato in Europa.

Nel saggio di Kenneth Leister, Wanderings of an Artist among the Indians fo North America by Paul Kane (disponibile su academia.eu) l’autore afferma: “Tuttavia, con grande delusione di Kane, il libro si limitava a ventuno immagini e non soddisfaceva il suo desiderio di un resoconto completamente illustrato. Pur essendo soddisfatto dell’accoglienza positiva del libro, per Kane rappresentava un sogno irrealizzato e lo portò a desiderare una futura edizione con “una serie di illustrazioni molto più ampia

Sulle tracce della pittura europea

Paul Kane si formò a York (oggi Toronto), seguendo la sua vocazione artistica, che avvertì completata, al termine del mezionato gran tour in Europa, visitando l’Italia (che percorse a piedi), la Gran Bretagna e la Francia, per conoscere la pittura europea.

Al suo ritorno in Canada, nel 1843, aprì uno studio artistico a Mobile (Alabama), dedicandosi alla ritrattistica e che mantenne aperto finché non saldò il prestito che gli aveva permesso di affrontare il viaggio europeo.

Verso il Nord-Ovest

Di nuovo a casa, Kane intraprese i suoi famosi viaggi verso l’Ovest americano, nel 1845 e dal 1846 al 1848. Nel primo raggiunse Sault Ste. Marie; nel secondo, con il sostegno della Compagnia della Baia di Hudson, in tre anni attraverso le Montagne Rocciose fino a Fort Vancouver (oggi Vancouver, Washington) e Fort Victoria (oggi Victoria, British Columbia).

La prima mostra dei suoi schizzi etnologi, eseguiti a matita, acquerello e olio su carta, si svolse già nel ‘48 a Toronto, e riscosse grande successo, confermato nel ’52 con una esposizione di oli su tela.  Molto apprezzata dal politico George William Allan che ne divenne mecenate, commissionandogli un numero di dipinti tali e talmente ben retribuiti da permettergli di vivere di sola arte.

Nel 1853 sposò Harriet Clench (1823–1892), collaboratrice nella redazione del Wanderings e, a sua volta, pittrice a olio e acquarello. Insieme ebbero quattro figli.

Dal campo allo studio. Dalla documentazione all’arte

La fama di Kane resta legata alle raffigurazioni della vita dei nativi americani, che una volta in studio riproduceva su grandi tele a olio, perfezionandole o generando nuove composizioni con i manufatti etnici che aveva riportato dai viaggi.

Senza tradire i dettagli dello stile di vita dei nativi, Kane componeva i suoi quadri seguendo i canoni classici europei (alcuni vi intravedono l’influsso di Salvatore Rosa) e ambientandoli spesso in luoghi immaginari, frutto della sua fantasia.

Se gli schizzi sono tutt’ora materiale imprescindibile per gli etnologi, i dipinti a olio sono di interesse artistico. Come scrissero gli studiosi Ann Davis e Robert Thacker della St. Lawrence University nel 1986 “Kane era reporter sul campo e artista in studio”.

Non solo in Canada

Considerato uno dei maggiori artisti canadesi, Kane ha lasciato un’impronta altrettanto significativa negli Stati Uniti, come testimoniano le quasi duecento sue opere conservate allo Stark Museum of Art di Orange, in Texas.

 

Immagine: ritratto di donna testa piatta con bambino composto da Paul Kane (1849 – 52) – by wikipedia.org

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