Perché la popolazione mondiale potrebbe diminuire prima del previsto

La diminuzione delle nascite e l’aumento della popolazione anziana sono fenomeni che si registrano in tutto il mondo.  Ciò porterà alla prevista riduzione della popolazione mondiale, prima di quanto ipotizzato.

L’Onu nel 2022 ha rivisto i suoi dati e sostiene che la popolazione mondiale potrebbe raggiugere un massimo di 10,4 miliardi nel 2080, contro i dati del 2019 che prevedevano una popolazione mondiale di 10,9 miliardi nel 2100  e quelli del 2017 che indicavano addirittura 11,2 miliardi nel 2100 con crescita futura.

Previsioni sensibilmente modificate, dunque, con un taglio del picco della popolazione mondiale di 800 milioni, che si raggiungerà con 20 anni di anticipo per poi iniziare a diminuire.

E non va ancora bene. Per alcuni analisti i dati ONU sono ottimisti. I ricercatori di Washington suggeriscono già da 2 anni che la popolazione non toccherà mai 10 miliardi perché scenderà al di sotto dei 9 miliardi entro il 2100 e continuerà a diminuire.

In Italia, è noto, già esiste una profonda crisi demografica senza inversioni di rotta per il futuro: dagli attuali 59,2milioni del 2021 la decrescita porterà a 47,7 milioni di abitanti nel 2070 (dati ISTAT, 2021).

Il ruolo determinante della Cina

Tornando alla visione mondiale le modifiche dei dati si basano attualmente sul comportamento del popolo cinese.

La Cina è il paese più popoloso del mondo con oltre 1,4 miliardi persone nonostante abbia nel passato introdotto e poi mantenuto fino al 2016 la politica del figlio unico. Una rigida imposizione per legge poi decaduta perché gran parte della popolazione, lasciando la campagna per emigrare nelle città, ha modificato i propri costumi e fa meno figli per scelta.

Riporta nature.com che la Commissione sanitaria nazionale del Paese asiatico sostiene che la propria  popolazione  comincerà a diminuire tra il 2023 e il 2025. Mentre uno studio pubblicato dai demografi dell’Università Renmin di Pechino sostiene che la popolazione cinese ha già raggiunto il picco nel 2021  e si prevede che entro la fine di questo secolo sarà quasi dimezzata, con il 50% della sua popolazione di età superiore ai 65 anni.

I perché della decrescita

Tre sono i fattori che portano alla diminuzione della popolazione mondiale: l’esodo rurale e dagli anni Sessanta del Novecento la maggiore disponibilità dei contraccettivi e la maggiore istruzione delle donne. Il tasso di fertilità è sceso da allora dalle 5 nascite per donna nel 1950 a 2,3 di oggi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite entro il 2050 scenderà al livello di 2,1 per donna.

Prima di tale data la popolazione continuerà a crescere per i 46 paesi meno sviluppati, soprattutto nell’Africa subsahariana, il tasso, già alto, aumenterà fino a diventare la regione più popolosa del mondo, superando nel 2060 la Cina e l’ India.

Per contro, oltre alla Cina, nei 60 paesi più sviluppati tra i quali i membri l’Unione Europea e il Giappone il declino è già iniziato. Ma non negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda le cui popolazioni cresceranno  grazie all’immigrazione.

 

 

Immagine: Victoria Station – photo by Skitterphoto – pexels.com

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