JET. Il nuovo record mondiale della fusione nucleare

Il Joint European Torus (JET), il reattore a fusione nucleare europeo ha nuovamente dimostrato la capacità di generare energia da fusione in modo affidabile e stabilendo un nuovo record mondiale.

Il consorzio europeo EUROfusion, che dal 2014  gestisce la ricerca sulla fusione (da non confondere con la fissione) nucleare, accertato e ratificato i dati scientifici conseguiti con gli esperimenti in deuterio e trizio (DT3, due isotopi dell’idrogeno) dell’anno scorso ha annunciato che il 3 ottobre 2023,  sono stati ottenuti 69 mega joule (Mg) di energia utilizzando 0,2 milligrammi di combustibile, per 5 secondi.

JET , impianto di Oxford (Regno Unito) ha così stabilito il nuovo record di energia prodotta tramite fusione nucleare, superando quello raggiunto dal medesimo impianto nel febbraio 2022 di 59 megajoule prodotti nello stesso lasso di tempo.

Secondo EUROfusion i risultati finora raggiunti “rappresentano una pietra miliare  nel campo della scienza e dell’ingegneria della fusione”.

Il professor Ambrogio Fasoli, Program Manager (CEO) di EUROfusion, ha dichiarato: “La nostra riuscita dimostrazione di scenari operativi per le future macchine da fusione come ITER e DEMO, convalidati dal nuovo record energetico, infondono maggiore fiducia nello sviluppo dell’energia da fusione. Oltre a stabilire un nuovo record, abbiamo ottenuto risultati mai raggiunti prima e abbiamo approfondito la nostra comprensione della fisica della fusione”.

Quindi si possono creare in modo affidabile “plasmi di fusione utilizzando la stessa miscela di carburante che verrà utilizzata dalle centrali elettriche commerciale per l’energia da fusione – ha aggiunto Fernanda Rimini, Senior Exploitation Manager del JET – dimostrando le competenze avanzate sviluppate nel tempo”.

“Non solo abbiamo dimostrato come ammorbidire l’intenso calore che scorre dal plasma allo scarico, ma abbiamo anche mostrato in JET come possiamo portare il bordo del plasma in uno stato stabile evitando così esplosioni di energia che raggiungono la parete – ha proseguito Emmanuel Joffrin, leader della task force EUROfusion  -. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di proteggere l’integrità delle pareti delle future macchine. Questa è la prima volta che siamo in grado di testare questi scenari in un ambiente di deuterio-trizio”

La strada per arrivare alla produzione su scala commerciale dell’energia da fusione è ancora lunga ma i risultati non solo di JET –  come vi abbiamo raccontato nel 2022 c’è stato il felice raggiungimento del pareggio energetico – sono molto incoraggianti.

E l’Italia vi contribuisce in modo rilevante con l’Enea, il CNR, il Consorzio RFX e vari università responsabili di molti sistemi diagnostici e attività di misura e analisi dati.

 

Immagine: Oxford,  interno del reattore JET. Photo  by UKAEA (UK Atomic Energy Authority)

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