Fusione nucleare per l’energia pulita. Il progetto italiano

La fusione nucleare rappresenta, a oggi, una promessa strategica di energia pulita e inesauribile.

L’Italia – oltre a collaborare al progetto ITER, l’impianto in costruzione a Cadarache (Francia) – ha avviato il progetto Diverter Tokamak Test (DTT), presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma), che promette l’operatività del primo reattore sperimentale dal 2022.

“Si tratta di una macchina alta 10 metri e con un raggio di 5 metri – riferisce l’ENEA – . Conterrà 33 metri cubi di plasma che raggiungeranno una temperatura di 100 milioni di gradi. L’intensità di corrente sviluppata sarà di 6 milioni Ampere. Una volta in funzione, il DTT rappresenterà il più completo tokamak* in Europa. Si stima che comincerà a lavorare a piena potenza entro 5 anni dall’introduzione del primo plasma, prevista per il 2025”.

Il progetto nasce dalla collaborazione di ENEA con Eni e Consorzio Create ed è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Lazio, dall’ENEA è godrà del prestito della Banca europea per gli investimenti (BEI). Costo preventivato: 600 milioni di euro.

La fusione nucleare è da tempo considerata l’unica fonte  possibile per produrre energia pulita tanta quanto ne richiede il fabbisogno mondiale. Una risposta alla domanda che non più essere data dai pur validi sistemi solare e eolico per motivi intuitivi, essendo fonti di produzione energetica intermittenti e di difficile immagazzinamento.

Secondo i ricercatori, invece, i vantaggi dell’uso della fusione nucleare sono “innumerevoli”. L’ENEA ne rimarca 4:

la quasi totalità delle scorie prodotte presenta bassi valori di radioattività, eliminando il problema dello stoccaggio;
non produce gas a effetto serra, gas radioattivi o plutonio;
il combustibile, che si estrae dall’acqua, si può dire inesauribile;
il rischio di incidenti rilevanti si abbassa: nel caso in cui si dovesse perdere il controllo del reattore, esso si raffredderebbe in modo spontaneo.

“Il tokamak italiano – conclude ENEA – ha lo scopo di testare diverse configurazioni di forme e materiali, in relazione al problema dei grandi flussi di potenza prodotti dal plasma. Il risultato sarà l’elaborazione di soluzioni tecnologiche applicabili in altri impianti.

 

 

 

*tokamak: termine russo di uso internazionale per indicare un tipo di macchina adatta a produrre e contenere un plasma termonucleare (temperatura ≃ 108 K), grazie alla particolare struttura del campo magnetico in essa creato per isolare il plasma dalle pareti del contenitore toroidale a vuoto. (da treccani.it)

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