Il primo studio sullo stato dell’ambiente africano

Pubblicato a Nairobi nell’ottobre 2023 la prima edizione dello studio sullo stato dell’ambiente africano, dal titolo State of Africa’s Enviroment Report, il primo a livello continentale.

Frutto della collaborazione tra il think tank indiano Center for Science and Environment (CSE) e Media for Environment, Science, Health and Agriculture (MESHA-Kenya) la sua preparazione e pubblicazione ha impegnato più di 100 persone tra giornalisti, ricercatori ed esperti provenienti da tutta l’Africa.

Secondo il Report la prosperità e l’economia dell’Africa sono legate alla “enorme dotazione di risorse naturali. Un capitale naturale stimato, nel 2018, di circa 6,2 trilioni di dollari, che rendeva  il continente il più ricco al mondo in termini di risorse: quasi tre volte l’economia dell’intero continente.

Ma tale capitale naturale si sta degradando e ciò rende incerta la sostenibilità futura dello sviluppo africano.

“Sempre più persone dovranno lottare per ottenere le risorse limitate” di sopravvivenza sostiene il Report come dimostrano i seguenti dati che ci fornisce: da 4.374 dollari nel 1995 a 2.877 dollari nel 2018. E varie stime prevedono che tra il 2030 e il 2050 il PIL dei Paesi africani potrebbe calare del 10%.

Varie stime, riporta il Report, ci suggeriscono che circa 1,2 miliardi di africani dovranno vedersela con un significativo calo delle risorse idriche, mentre l’inquinamento potrebbe portare 1,5 miliardi di persone a vedersela con l’insicurezza alimentare e milioni sarebbero esposti al rischio di erosione costiera.

Le cause del degrado risiedono nel cambiamento climatico che si sta rivelando in Africa con una rapidità maggiore rispetto al resto del mondo. Ma denuncia Sunita Narain , direttore generale del CSE si tratta di “ un impatto sproporzionato dato che l’Africa difficilmente contribuisce al riscaldamento globale”.

I  fattori di stress ambientale, di varia origine come vedremo di seguito,  contribuiscono ad intensificare e aggravare i conflitti regionali ed etnici legati alle risorse.

L’Africa e il resto del mondo. I provvedimenti

Contro la desertificazione

Nel grande Continente circa l’85% del cibo veniva importato, a fronte del 65% delle terra arabili nel mondo che devono ancora essere coltivate, mentre avanza la desertificazione che colpisce il 45% del continente. “Tuttavia, gli sforzi congiunti del continente per ripristinare il degrado e accumulare capitale naturale sono esempi degli sforzi planetari dei tempi moderni per salvarlo” si legge nel Report.

Contro l’inquinamento atmosferico. L’Africa non è la discarica del mondo

L’inquinamento atmosferico uccide 1,1 milioni di persone ogni anno nel continente. Le economie sviluppate trattano il continente come la loro discarica di veicoli usati (ma anche per gli inutili accumuli del settore fast fashion o dispositivi elettronici, ndr) aggravando i problemi dell’inquinamento atmosferico. La produzione di rifiuti nell’Africa sub-sahariana aumenterà del 300% entro il 2050. L’Africa sub-sahariana riesce a raccogliere solo il 55% dei rifiuti che genera. Di questi, solo il 19% è gestito in strutture controllate.  Alcuni paesi stanno già adottando iniziative politiche che potrebbero potenzialmente contenere questa minaccia.

Combustibili puliti

“Ogni anno, circa 130 milioni di africani devono ricevere combustibili puliti per cucinare per raggiungere l’obiettivo di accesso universale entro il 2030”. Questa è la più grande sfida per lo sviluppo poiché circa 0,7 milioni di persone sono morte nel 2019 a causa della mancanza di combustibili puliti per cucinare. “Ma l’Africa si sta lanciando nel mondo delle energie rinnovabili. Ha un potenziale di energia rinnovabile di 9.000 GW , di cui circa il 60% concentrato nella regione sub-sahariana”.

L’aspettativa di vita

“L’aspettativa di vita sana in Africa è aumentata a 56 anni nel 2019 dai 46 anni del 2000. In Africa, 47 paesi hanno già eliminato almeno una malattia tropicale trascurata”. Ci sono segnali di progresso nel raggiungimento degli obiettivi sanitari del continente, ma permangono sfide. A causa dei cambiamenti climatici, nell’Africa orientale e meridionale, entro il 2080, altri 75,9 milioni di persone saranno a rischio di esposizione alla malaria per 10-12 mesi”.

Le risorse idriche

Il modo in cui l’Africa gestirà le sue risorse idriche determinerà la sicurezza dell’acqua nel mondo. “Le falde acquifere dell’Africa contengono 0,66 milioni di KM 3 di acqua. Si tratta di oltre 100 volte le risorse annuali rinnovabili di acqua dolce immagazzinate in dighe e fiumi”.

 

Immagine: in alto, copertina del primo rapporto a livello continentale sulla stato ambientale dell’Africa, Africa’s Enviroment Report; in basso, Ouled Yaaakoub, Marocco – photo by Isa Sebastião – pexels.com

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