Il Kazakistan abolisce la pena di morte

Il 23 settembre 2020 il Kazakistan ha ufficialmente abolito la pena di morte.

Nel 2003, quando è stata eseguita l’ultima condanna a morte, lo stato centro asiatico, con un decreto presidenziale, aveva istituito la moratoria. Nel 2007 aveva introdotto nella propria Costituzione l’emendamento che riduceva l’applicazione della pena capitale agli atti di terrorismo e ai reati estremamente gravi consumati in tempo di guerra.

Poi il passo definitivo per l’abolizione con la firma del rappresentante del Kazakistan presso le Nazioni Unite, Kairat Umarov ha, al Secondo protocollo aggiuntivo al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che rende il Paese il 107° ad aver definitivamente cancellato la pena di morte, prima che la decisione sia formalmente recepita dall’ordinamento nazionale con l’apposita legge .

Lo ha annunciato il presidente del Kazakistan, Kassym Jomart Tokayev,  intervenendo in videoconferenza all’Assemblea generale Onu in occasione del 75° anniversario dell’organismo internazionale. La notizia, poi, è stata diramata dal Ministero degli Esteri kazako il 24 settembre.

Amnesty International ricorda che, ad oggi, 28 Stati risultano essere “abolizionisti di fatto, non eseguendo condanne a morte da almeno 10 anni e 7 che la eseguono solo per i reati commessi in tempo di guerra”.

 

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