Le semenze italiane nella banca dell’isola di Spitsbergen
Arrivano le semenze dall’Italia allo Svalbard Global Seed Vault, comunemente chiamato l’Arca di Noè dei semi, costruita per mettere in sicurezza il patrimonio della biodiversità mondiale.
Per la prima volta, dall’apertura del grande deposito nella norvegese isola di Spitsbergen avvenuta nel 2008, l’Italia gli affida semi di cereali e leguminose prelevati dai ricercatori della banca del germoplasma vegetale dell’Istituto di bioscienze e biorisorse (Cnr-Ibbr) di Bari, dove dagli anni 70′ del Novecento sono costuditi oltre 58mila semi di circa 6000 diverse specie vegetali,
Il curatore dell’Istituto, Gaetano Laghetti, ha spiegato che d’italiano, l’Arca di Noè norvegese, custodiva soltanto due campioni di semi di mais “depositati da un istituto di ricerca del Nord”. Da qui la richiesta da parte dello stesso deposito che è stata esaudita con l’invio, al momento, di due lotti.
“Conservare un duplicato dei campioni di semi del Cnr presso il Global Seed Vault permette di poter contare su una copia di sicurezza di questo patrimonio genetico, in caso di eventuali calamità”.
Tutti i Paesi al mondo, ha ricordato Laghetti, possono inviare dei semi “che vengono conservati gratuitamente. Tanti che non si possono permettere gli impianti del freddo attivi 24 su 24 risolvono così il problema della conservazione dei semi autoctoni”.
Il deposito norvegese conserva, ad oggi, più di un milione e duecento campioni di semi provenienti da circa 93 banche del germoplasma di tutto il mondo, ma c’è spazio per altri milioni, assicura dal proprio sito, per garantire “le basi del nostro futuro approvvigionamento alimentare”.
Immagine: Norvegia, isola di Spitsbergen (arcipelago artico delle isole Svaldard), interno del deposito Svalbard Global Seed Vault

