Onde pazze di memoria per Peppino Impastato

Nessuno di noi e soprattutto nessuno dei nostri alunni dimenticherà la forza e l’energia che si è sprigionata dalla coraggiosa lotta di Peppino Impastato contro la mafia. Ed è nostro auspicio che i semi di legalità che abbiamo voluto gettare nei solchi delle coscienze creati dall’insegnamento crescano e rendano gli adulti di domani capaci di dire quei “NO” necessari a far ritrarre i tentacoli della cultura e del costume mafioso. (Prof.ssa Daniela Monaco, dirigente scolastico dell’Istituto Peppino Impastato di Roma).

Una scuola simbolo di Palermo per la sua opera contro la dispersione scolastica, l’Istituo omnicomprensivo Sperone-Pertini, è stato vandalizzato; danneggiato il sistema di videosorveglianza,  divelte le porte blindate, rubate tutte le strumentazioni informatiche. Antonella di Bartolo, dirigente scolastico ha dichiarato al Giornale di Sicilia:”La cosa bella è che insieme alla polizia sono venuti, che hanno sentito il richiamo di casa e abbiamo visto insieme che cosa era successo; la scelta intrapresa, noi vogliamo stare accanto al quartiere”.

Si tratta dei quartieri Brancaccio-Sperone, nella periferia Sud di Palermo:  lo stesso territorio in cui operava Padre Pino Puglisi, ucciso nel 1993.

Proprio a ridosso dell’anniversario di Peppino Impastato, giornalista, poeta che nella sua città natale, Cinisi, lottava contro Cosa Nostra e tutto il sistema mafioso. Da Radio Aut, da lui fondata nel 1977, a Terrasini, con mezzi finanziari propri, si dirigeva e attaccava i mafiosi del suo paese, Cinisi, e di Terrasini, con una forte vis satirica che colpiva dritto l’obiettivo. Come illustra il film raffinato e documentaristico al tempo stesso di Marco Tullio Giordana, I cento passi.  Quei 100 passi che separavano la casa della famiglia Impastato dalla casa del boss mafioso Gaetano Badalamenti.

Una trasmissione radiofonica fuori le righe ma dentro una realtà opprimente e criminale. Come leggiamo dal Centro Impastato: “Onda pazza a Mafiopoli, Trasmissione satiro-schizo-politica sui problemi locali”. Sigla della trasmissione: “Facciamo finta che…” di Ombretta Colli. In onda tutti i venerdì sera, rappresentava il momento di più diretto contatto con i problemi della realtà locale, che venivano gonfiati ad arte e proiettati in una realtà apparentemente al limite dell’assurdo, ma, in effetti, drammaticamente presente”.

Peppino, credeva nella libertà, attraverso la cultura e la bellezza«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

Lo uccisero alla vigilia delle elezioni, Peppino si era candidato come consigliere comunale, nella notte tra l’8 e il 9 maggio.  Fu ritrovato lo stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.

Il 3 maggio è stato consegnato da parte dell’Unesco, il World Press Freedom Prize per la  promozione della libertà di stampa anche in condizioni di alto rischio personale,  un premio che Impastato avrebbe sicuramente avuto il diritto/dovere di riceverlo.

L’atto vandalico contro la scuola Sperone-Pertini si fa emblema di come sia essenziale formare le giovani generazioni alla legalità; è materia di esame:”Costituzione e cittadinanza”. Studiare, ricordare, persone come Peppino Impastato,  è un atto ri ri-conoscenza e di ispirazione continua,  tra i valori fondanti della comunità educante.

Il  tasso di dispersione dell’Istituto vandalizzato nel 2012, quando la prof.ssa Antonella di Bartolo ne prese le redinii era del  27,3%. Attualmente è del 3,3%.

 

Foto di copertina: tratta dall’Istituto onmicomprensivo “Peppino Impastato” che nel 2017 venne dedicato al giornalista poeta.

Foto della scuola: tratta da palermotoday

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