La stilografica e il Museo del Presente. Per un impegno quotidiano

La penna stilografica, Toledo M900 della Pelikan, era nel taschino interno della giacca di Giovanni Falcone, quando, passando con la macchina a Capaci alle 17.56 del 23 maggio 1992, il giudice fu travolto dall’esplosione. Con lui morirono la moglie, il magistrato Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

La penna – la preferita di Giovanni della sua collezione, una Toledo M900 della Pelikan – andò in frantumi. I pezzi, riferisce Marco Patucchi da La Repubblica, furono consegnati, insieme agli altri effetti personali, a Vincenzo Di Fresco, figlio della sorella di Giovanni Falcone, Maria.

Ora la stessa Pelikan è riuscita a ricomporre e restaurare la stilografica che sarà esposta al Museo del Presente e della Memoria della lotta alle mafie, che sarà inaugurato il 23 maggio 2024 a Palermo, presso Palazzo Jung,  su idea di Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone e dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Palazzo Jung sorge a pochi metri dai luoghi dove nacquero e crebbero i due giudici, la Kalsa, l’antico quartiere arabo di Palermo sorto durante la dominazione islamica. Il suo nome, in arabo, significa l’Eletta, perché ospitava la sede dell’emiro e della sua corte. A volte un nome sembra premonitore imperituro di natali ed esistenze eccellenti e straordinarie.

Il museo accoglierà reperti ma soprattutto si rivolgerà agli studenti e ai giovani per creare “un nuovo patto culturale per la legalità”, come spiega il Comune di Palermo, coprotagonista della sua realizzazione.

Vi sarà ricostruita quella che i suoi curatori chiamano Biografia espansa, con la storia e i legami sociali di Falcone e Borsellino, ripartiti in 5 sezioni, che comporran0 sia  l’identità “narrante” sia il carattere “mutante” perché partendo da quelle esperienze si manterrà il passo della lotta alle mafie e perché nel laboratorio si sperimenteranno “nuovi linguaggi e strumenti sociale, culturali e a artistici”.

Infine, sarà un museo itinerante che porterà “la nostra storia in altre città italiane”. Sono previste, infatti, le aperture di alte due sedi a Roma e a Bolzano con il coinvolgimento dei rispettivi comuni.

A Roma il Museo del Presente è previsto che sorga all’interno di un appartamento confiscato alla mafia romana vicino ai Musei Vaticani. A Bolzano si creerà un coworking civile della comunità, “dove arte, design, ricerca per le politiche attive agiscano a difesa dell’ambiente”.

È evidente, dunque, come il Museo si ponga come missione quella di rendere la memoria un vitale strumento contro i “ricatti mafiosi”, evitando la museificazione del sacrificio di uomini e donne che sono, invece, costante linfa vitale,  ben simboleggiata dalla stilografica storica di Falcone che deve continuare a scrivere pagine di progetti e azioni di legalità.

 

 

Immagine: Palermo 2023, Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, nel giardino di  Palazzo Jung, sede del Museo della Memoria prossimamente inaugurato

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