Rosa Barba. Cinema, luce e poesia esplosiva al MoMA di New York

L’arte di Rosa Barba una delle artiste visive più interessanti nel panorama internazionale è al MOMA (The Museum of Modern Art di New York) con l’installazione The Ocean of One’s Pause, che ripercorre 15 anni della sua produzione che spazia dalle sculture cinetiche e sonore e cinema e comprende Charge opera commissionata dallo stesso Museum of Modern Art di New York e dalla Vega Foundation di Toronto.

Nata ad Agrigento nel 1972 ma formatasi in Olanda e Germania dove risiede, Barba considera Charge il nucleo centrale dell’installazione, la cui protagonista è la luce che l’artista analizza sia come sorgente naturale (e quindi di cambiamento ecologico) sia come fonte di innovazione scientifica.

Barba ha un forte rapporto con la scienza. In dialogo costante con gli studiosi ha seguito da vicino il lavoro di Henrietta Swan Leavitt, che ha studiato la luminosità delle stelle per misurare l’universo, risultato poi molto più grande di quanto si pensasse precedentemente, come ha raccontato Barba in una recente intervista.

Grandi le analogie tra gli artisti e gli scienziati, sostiene Barba come riporta Vincenzo Trione su La lettura: “Menti eclettiche e curiose, privi di pregiudizi, affascinati dalla possibilità di addentrarsi dentro le impalpabili mutevolezze del visibile, seguono regole rigorose. Ma devono affidarsi alla fantasia, per avventurarsi in territori ignoti e intuire l’invisibile accettando con umiltà i limiti delle proprie capacità d’astrazione”.

Il cinema è il mezzo espressivo che l’artista siciliana sembra privilegia perché riporta il MoMa le parole di Barba “permette al tempo e allo spazio di vibrare, collassare, sovrapporsi ed estendersi”.

In concomitanza con l’installazione principale al MoMa si svolge la rassegna cinematografica Carte Blanche: Rosa Barba: una serie di film scelti dall’artista.

Completano The Ocean of One’s Pause  una serie di performance concepite dall’artista come una “poesia esplosiva” che vedono la stessa Rosa Barba, la cantante Alicia Hall Moran e il percussionista Chad Taylor che “attivano una sinfonia di immagini in tutta l’installazione”. Rimandando al titolo che sta a significare “un oceano di energia, di un flusso e del nostro posto al suo interno. Una notazione come un punto in questo oceano di informazioni ed energia. Si tratta anche di fermarsi a comprendere l’intero flusso che ci circonda- spiega Barba – soprattutto nel periodo in cui viviamo”.

 

Mostra: The Ocean of One’s Pause

e

Rassegna cinematografica: Carte Blanche: Rosa Barba;

dove: The Museum of Modern Art, New York City | MoMA – New York (USA)

quando: fino al 6 luglio 2025

 

Immagine: Rosa Barba, artista visiva italiana, fra le più acclamate nella scena internazionale

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