Tutto Omnibus (ma non solo), online e ad accesso gratuito
Tutti i numeri della celebre rivista Omnibus – fondata da Leo Longanesi nel 1937 e chiusa dal regime fascista all’inizio del 1939 – sono interamente online, sul sito della Biblioteca Gino Bianco.
Precursore dei grandi settimanali italiani del dopo guerra, primo rotocalco (termine derivante dall’allora innovativa tecnica di stampa, la rotocalcografia) italiano, Omnibus, edita da Rizzoli, si occupava di attualità politica e culturale e critica del costume, dando grande spazio ai servizi fotografici.
Le immagini per Longanesi – che di Omnibus fu unico direttore -, erano importanti quanto i testi che portavano firme che diverranno prestigiose per il giornalismo e la letteratura italiana come: Arrigo Benedetti, Bonaventura Tecchi, Elio Vittorini, Alberto Savinio (nato De Chirico), Alberto Moravia, Vitaliano Brancati, Mario Pannunzio, Mario Soldati e Corrado Alvari.
La Biblioteca Gino Bianco è un prezioso archivio digitale di riviste e opuscoli storici, avviato con i fondi di Gino Bianco (giornalista e militante socialista), Andrea Caffi (intellettuale che conobbe le carceri sia zariste, leniniste e naziste) e Nicola Chiaromonte (discepolo di Caffi, filosofo e letterario, combattente in Spagna).
I fondi Bianco, Caffi e Chiaramonte comportano, rispettivamente, la raccolta di documenti inediti riferenti a l’Internazionale socialista della quale Bianco fu corrispondente per 20 anni da Londra; i rari numeri della rivista settimanale Giustizia e libertà (circa 200 copie) di Carlo Rosselli; infine la collezione di Politics, la rivista americana sulla quale scrissero oltre Chiaromonte e Caffi, Hannah Arendt, Simone Weil e Albert Camus.
Di proprietà della Fondazione Alfred Lewin, la Biblioteca Bianco si sostiene con i contributi dei soci e degli utenti e con il supporto di enti e istituzioni per progetti specifici.
Dal dicembre 2024 con il progetto Giacomo Matteotti: la cronaca e la memoria, ha messo in rete un archivio-emeroteca e una biblioteca digitali su Giacomo Matteotti, con articoli da quotidiani e riviste e opuscoli, quindi, e libri rari riguardanti il leader socialista. Il progetto è stato realizzato in occasione del centenario dell’assassinio del leader parlamentare socialista, avvenuto nel 1924.
Dell’ampissimo archivio della Biblioteca (della quale ci piace sottolineare l’accesso libero) qui è impossibile riportare l’elenco, completo; oltre i già citati, ricordiamo, infine, la digitalizzazione – grazie alla collaborazione della Fondazione Anna Kuliscioff di Milano – di La rivoluzione liberale, del geniale Piero Gobetti, del quale il prossimo 16 febbraio ricorre l’anniversario della morte avvenuta precocissima a Parigi, deve aveva riparato per sfuggire alle violenze e all’interdizione professionale fasciste.
Immagine: numero 25 di Omnibus, 18 settembre 1937 – Foto animata tratta dal sito online ad accesso gratuito, Biblioteca Gino Bianco

