Pulitzer Prize 2021. Le immagini di Emilio Morenatti

L’11 giugno 2021 sono stati resi noti i vincitori del Pulitzer Prize. Emilio Morenatti, fotoreporter dell ‘agenzia statunitense Associated Press per Spagna e Portogallo, è il vincitore della sezione Feature Photography.

Il riconoscimento, commenta la motivazione, gli è stato conferito per una serie struggente di fotografie che “porta gli spettatori direttamente nella vita degli anziani spagnoli durante la pandemia di COVID 19”. Una serie di immagini emblematica che fotoracconta come hanno vissuto e cosa ha significato per la fascia delle popolazione che maggiormente ha sofferto per la pandemia e la cui valenza narrativa supera i confini della loro provenienza, restituendoci fatti, stati d’animo, atmosfere di giorni drammatici che abbiamo (e avremo) il dovere di ricordare.

La serie fotografica di Morenatti copre l’intero anno pandemico da marzo  a dicembre 2020, come pubblichiamo di seguito.

21 marzo 


È il 21 marzo 2020 quando Morenatti riprende una donna che spinge un carrello con i suoi effetti personali in una strada deserta nel centro di Barcellona.

30 marzo 

Josefa Ribas, 86 anni, costretta a letto, guarda l’infermiera Alba Rodriguez mentre il marito di Ribas, Jose Marcos, 89 anni, è in stand by nella loro casa di Barcellona: Ribas soffre di demenza, e se il virus  dovesse entrare nella loro casa Marcos teme per entrambi e si domanda:“Se mi contagio, chi si prenderà cura di mia moglie?”.

3 aprile 

Leopoldo Roman, 85 anni, giace a letto nella sua casa a Barcellona in attesa dei medici. Roman ha una gamba amputata da anni e deve pagare l’assistenza quotidiana con il solo reddito pensionistico di cui dispone, posto che il sistema sanitario pubblico provvede soltanto all’assistente sociale per un’ora al giorno tre volte alla settimana.

7 maggio 

Barcellona, una donna ancora in lockdown,  siede sul balcone della sua abitazione nel centro di Barcellona.

22 giugno 

Agustina Cañamero, 81 anni, abbraccia e bacia il marito Pascual Pérez, 84 anni, attraverso uno schermo di plastica – l’ormai famosa tenda degli abbracci per evitare di contrarre il coronavirus – in una casa di cura a Barcellona, Spagna.

“Anche quando viene avvolto nella plastica, un abbraccio può trasmettere tenerezza e sollievo, amore e devozione – è la spiegazione dello scatto -. La paura che ha attanagliato Agustina Cañamero durante i 102 giorni che lei e suo marito 84enne hanno trascorso fisicamente separati durante l’epidemia di coronavirus in Spagna, si è sciolta nel momento in cui la coppia si è abbracciata attraverso uno schermo di pellicola di plastica”.

4 settembre 

Francisco España, 60 anni, guarda il Mar Mediterraneo. Ricoverato per COVID-19 all’Ospedale del Mar, per riprendersi dai 52 giorni di terapia intensiva i medici gli hanno prescritto di trascorrere come cura di trascorrere quasi 10 minuti al mare.

18 novembre

L’infermiera Marta Fernandez tiene un tablet sul petto della 94enne Maria Teresa Argullos Bove in modo che possa parlare con la sorella, i figli e di i nipoti, mentre è ricoverata nel reparto COVID 19 dell’Ospedale del Mar di Bercellona.

Dello stesso giorno lo scatto che ritrae un malato da coronavirus sulla sedia all’interno di una stanza isolata di un reparto COVID 19, in un ospedale pubblico di Barcellona.

24 dicembre


Alvaro Piug Moreno guarda la televisione mentre mangia solo nella sua abitazioni di Barcellona. È la vigilia di Natale e dice “La solitudine mi arriva in questi giorni, mi sento, spesso, depresso. Questa vacanze invece di rendermi felice, mi rendono triste. Le odio. La maggior parte della famiglia è morta, io sono tra gli ultimi rimasti. Non ho nessuno con cui trascorrere il Natale”.

La serie completa del fotoracconto di Emilio Morenatti è disponibile sul sito del Pulitzer Prize alla pagina: Pulitzer.org/winners/emilio-morenatti.

Gli altri vincitori

Le altre categorie dei Premi Pulitzer hanno onorato il quotidiano locale The Minneapolis Star Tribune per aver informato in diretta la morte per mano della polizia dell’afroamericano George Floyd (maggio 2020), l’Agenzia Reuters ancora per gli abusi delle forze di polizia statunitensi e la rivista The Atlantic  per la copertura sulla crisi del coronavirus.

Al New York Times il premio The Public Service Pulitzer ancora per la copertura sul coronavirus: nello specifico “per come ha evidenziato le disuguaglianze razziali ed economiche negli Stati Uniti e all’estero”.

La giuria ha dedicato una menzione speciale a Darnella Frazier, la diciottenne che ha registrato l’arresto di Floyd e gli strazianti e fatali minuti durante i quali l’afroamericano, dopo aver detto più volte I can’t breath (Non riesco a respirare), ha perso la vita sotto la pressione del ginocchio dell’agente Derek Chauvin. L’omicidio dell’afroamericano ha portato tutti gli Stati Uniti (e non solo) in piazza per protestare contro la brutalità di matrice razzista della polizia degli States, come documenta la fotografia di Roma dei giovani riuniti a Piazza del Popolo il 7 giugno 2020 . Derek Chauvin è stato condannato, ma nello stesso giorno si è verificato l’omicidio della 16anni nera Ma’Khia Bryant.

Il Pulitzer, istituito nel 1917 in memoria dell’editore Joseph Pulitzer, negli Stati Uniti è da allora considerato il più prestigioso per il giornalismo, la letteratura le composizioni musicali e teatrali etc ed altre espressioni artistica: premia, infatti, 21 categorie. Gestito dalla Columbia University di New York, i premi sono tradizionalmente assegnati nell’aprile di ogni anno; nel 2021, a causa della pandemia, sono stati posticipati all’11 giugno 20201.

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