Gianni Vasino. Ricordo, sì mi ricordo.
Il passato mi dice di scrivere. Ci provo, ma faccio fatica. Vedo un volto, sento una voce, viene da lontano, un ovattato acufene sembra allontanarla, ma non voglio con tutte le mie forze respingerla e così ritorna.
Quanti anni ha quella voce? Da quanto tempo non l’udivo? Sì, da più di 50 anni, ma è ancora tale e quale. Respiro e tutto torna a quegli anni.
Sì, 90° minuto, e quelle radio cronache che erano compagne di domeniche felici anche perché la gioventù di allora, era così diversa da quella attuale.
Oggi però quella voce non mi parla di calcio, ma di un’energica intervista alla radio, fatta dalla sede RAI di Genova, durante un incontro/colloquio per discutere di turismo.
Erano anni nei quali le cittadine del levante ligure scoprivano il passaggio da un turismo d’élite a un turismo di massa, ad affollamenti nelle spiagge prodotte da invasioni mal gestite ed anche forse economicamente non proprio soddisfacenti per gli albergatori. Così Gianni Vasino aveva convocato i titolari di alcuni alberghi di Sestri Levante per parlare di questo problema.
Mi trovai lì ad ascoltare di come migliorare i servizi con Franco Repetto, ‘Citto’ Pernigotti e Angelo Rossignotti.
Si commentarono alcune soluzioni, quali proporre un’offerta variegata di avvenimenti che attirassero l’attenzione in diversi settori e esportassero la promozione della nostra cittadina nei diversi centri espositivi dell’Italia.
Come cercare di prolungare le vacanze oltre i due mesi estivi e fare in modo che anche nel periodo natalizio molte famiglie godessero dei servizi alberghieri e non occupare solo le seconde case. Ero una neofita in quel campo e forse per questo mi sentivo anche impreparata.
Ascoltavo, ma l’amore per il mio paese mi portò ad esporre il mio punto di vista. Proposi così la mia idea, quella di intrattenere gli ospiti offrendo loro svaghi come i tornei di bridge, gare di pittura a soggetto libero, racconti per bambini da leggere loro, quando la giornata per passeggiare era poco propizia, e specie nel mese di giugno quando terminate le scuole venivano accompagnati dai nonni a respirare iodio dopo le loro malattie invernali.
Ricordo pure che a maggio fu organizzata una allegra gita a Montallegro con un pulmino. Per i più piccoli non dovevano mancare le festicciole se qualcuno compiva gli anni, e si arredava il salone con festoni e palloncini. Erano cose semplici ma gradite, così si instaurava tra i proprietari dell’hotel e i clienti quel rapporto di amicizia che durava negli anni. L’aiuto più forte per migliorare l’offerta turistica però era indubbiamente la bellezza della cittadina, la sua spiaggia sabbiosa, la stupenda passeggiata a mare.
L’incontro con Gianni Vasino, nel quale non mancò uno scampolo di discorsi su Genoa e Sampdoria, riflette pertanto per me un ricordo che mi porta a ripercorrere – ancora una volta – Viale della Rimembranza, sentire il vento che accarezza i miei pensieri, vedere il sole nascondersi all’orizzonte, udire il canto dell’onda che si frange sugli scogli, e “sapere” di quanto sono stata fortunata ad essere vissuta in questa meraviglia del creato.
A Gianni Vasino, celebre voce, volto e penna del giornalismo sportivo, venuto a mancare a Genova l’8 maggio 2025, all’età di 88 anni (ndr).
Immagine: Gianni Vasino – Facebook 2016

