21 marzo. L’ amore che si rinnova e accarezza i nostri visi

21 marzo, giorno dedicato alle vittime innocenti per mafia e giornata mondiale della poesia.

La ricorrenza della giornata internazionale della poesia, autentico atto di creazione – come indica la stessa parola greca poiesis da cui ha origine – coincide con la giornata dedicata alle vittime per mafia .

Il 21 marzo saluta la primavera, così come accoglie il nuovo anno persiano a colpi di versi e di un canto nazionale e universale verso tutti coloro che sono stati strappati alla vita dall’azione impietosa di gesti criminali.

Un anniversario dagli ampi risvolti, che noi di abbanews.eu abbiamo scelto di onorare con i versi,  di Maria Teresa Sanguineti, una dichiarazione di amore illimitato, di rimpianto, di vuoto incolmabile.

Una voce intima ma che in questa circostanza si fa collettiva, rivolgendosi alle vittime di mafia, alle vittime del Covid 19 e a tutte le persone direttamente o indirettamente colpite da una perdita inesorabile.

Non ci sei più, e ti penso.
Rivedo il tuo viso, sento la tua voce.
Guardo il cielo e i tuoi occhi veleggiano lassù.
Spunta il sole nell’ azzurro splendente.
Ti sento vicino e torna la vita.
Ti amo lo sai con il cuore e mi dico per sempre.
Ancora sei qui vicino a me.
Non voglio che il tempo trascorra veloce.
Tutto mi riparla di te.
Ma improvviso mi assale un dolore.
E mi fa male scoprire quello che non ti ho detto.
Di amarti ancor più di quanto credessi.
Di nuovo ti sento, ti vedo e mi manchi.
Il tremare del cuore è simile al tuo abbraccio.
E’ forte, è vero e mi porta lontano.
Nell’onda del mare mi tuffo e l’acqua accarezza il mio viso.
Vorrei amarti come una ventenne che scopre l’amore.
E’ primavera, la neve si scioglie, le primule sono in fiore.
Un nuovo sole mi acceca ed il mio cuore ripete: io t’amo.

Da quanto ti amo? di Maria Teresa Sanguineti – Roma, 8 marzo 2021

 

Immagine: dipinto di Giuseppe Fava, giornalista, fondatore del giornale ‘I Siciliani’, ucciso dalla mafia nel 1984

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Una risposta

  1. Avatar Maria Buttò ha detto:

    Poesia bellissima e la frase “mi fa male scoprire quello che non ti ho detto” mi porta indietro nel tempo. 25 Maggio 1992, strage di Capaci . Al funerale, officiato nel Duomo di Palermo, una giovane donna, la vedova dell’agente di scorta Vito Schifani, devastata dal dolore, pronuncia parole che rimarranno per sempre nell’opinione pubblica.
    Ecco, tutti noi dovremmo inginocchiarsi ai suoi piedi perchè non potrà mai più dire al suo uomo “ti amo”.

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