Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Un giorno di tanti anni fa, nel corso della prima commemorazione della strage di Capaci, in Sicilia, una donna si avvicinò a Don Luigi Ciotti e si presentò: ”Sono Carmela, la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone – e aggiunse – perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri”. In quel lontano 23 maggio del 1993, infatti, gli uomini della sicurezza che accompagnavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo e che con loro perirono nell’attentato mafioso, venivano ricordati come i “ragazzi della scorta”.

Dal dolore di Carmela aumentato per la mancanza di memoria per suo figlio Antonio e per i suoi colleghi Rocco Dicillo e Vito Schifani nacque l’idea di restituire l’identità a tutte le vittime innocenti della mafia, di essere ricordata ognuna con il proprio nome.

E venne scelto il 21 marzo per ricordarle: il primo giorno di primavera simbolo del risveglio della natura, inteso come rinnovamento della verità e della giustizia sociale. Ricordare è importante, perché dice Libera “solo facendo memoria si getta il seme di una nuova speranza”.

La prima edizione della Giornata della memoria e dell’impegno, si svolse a Roma nel 1996 in piazza del Campidoglio. Da allora, l’Associazione Libera contro le mafie, fondata da Don Ciotti, ogni anno in una città italiana diversa – e man mano nel resto del mondo – si rinnova l’impegno del ricordo, della testimonianza della denuncia. Accanto ai familiari e agli amici delle vittime, il 70% dei quali non conosce la verità sulla morte dei lori cari.

Il sigillo istituzionale è arrivato il 17 marzo 2016 quando il Senato ha proclamato il 21 marzo Giornata della Memoria e dell’impegno in ricorda delle vittime innocenti delle mafie.

stralcio dall’articolo di abbanews.eu:  21 marzo. Passaggio a nord-est, orizzonti di giustizia sociale

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