Sericoltura. La filanda del XXI secolo per una occasione imprenditoriale

Progetto ambizioso ma promettente per l’economia nazionale: rilanciare la sericoltura in Italia che fino ai primi decenni del Novecento è stata, con Cina e Giappone, la maggior produttrice di seta nel mondo.

E quel che propone di fare la startup nata a Zagarolo, piccolo comune alle porte di Roma, che attraverso l’innovazione tecnologica, applicata a tutta la filiera serica, è impegnata nella produzione di un filo di seta 100% italiano.

Il progetto, di Maddalena Mariani, Antonella Della Bella e Massimo Proia – fondatori della startup Tecnoseta, presente con successo all’11°° edizione di Maker Raire Rome da poco conclusasi, nasce da una ricerca storica sulla tradizione secolare della sericoltura italiana.

Storia della seta in Italia

Antichissima creazione cinese (ultimamente sono state documentate tracce di fibroina di seta risalenti al 7000 a.C. circa), la produzione di seta italiana inizia con l’introduzione dei primi gelsi provenienti dall’Oriente –  secondo il bizantinista francese  André Guillou (1923 – 2013) – all’inizio dello scorso millennio nell’attuale Italia meridionale.

Nel 1100 troviamo Palermo (già capitale islamica) e Catanzaro, parte ancora dell’Impero di Bisanzio (detto anche Romano d’Oriente), come città rinomate per la produzione della seta.

Dal Sud la produzione si estese presto al resto dell’Italia, dal XII secolo la maggiore produttrice europea, raggiungendo l’apice mondiale nel XIX secolo, al pari di Cina e Giappone. Primati che avvantaggiavano l’economia agricola (con l’allevamento dei bachi da seta) e la produzione industriale e il commercio dei tessuti.

Poi il declino che si consuma nel intermezzo delle due Guerre Mondiali novecentesche.

La creazione  e l’espandersi delle economiche fibre sintetiche accompagnata dai progressivi fenomeni sociali quali l’inurbamento rendono gli allevamenti dei bachi – e di rimando tutta la filiera – incapaci di sostenere la concorrenza estera. Le filande iniziano a chiudere negli anni Settanta. Resiste con la tecnologia l’alta qualità delle produzioni del centro – nord (la fama delle sete di Como raggiunge gli anni Ottanta). Fino ritorno del predominio orientale con la Cina che ha saputo adeguarsi alle esigenze e al gusto occidentale. Oggi la produzione della seta  in Italia è prossima allo zero.

Tecnologia al servizio dell’antica sapienza: dal baco al filo di seta

Da questa storia prende le mosse la startup Tecnoseta.

Massimo Proia, conscio che quel che manca in Italia, per recuperare l’antico primato, è l’evoluzione che ottiene con l’introduzione delle nuove tecnologie adeguandole alla tradizione italiana.

“Ci siamo avvalsi di principi che già Leonardo da Vinci descriveva nel Codice Atlantico, come alcune invenzioni per l’abbinatura e per la torcitura del filato. Partendo da informazioni che avevamo su vecchi metodi e tecnologie, abbiamo progettato delle macchine che fossero in grado di produrre un filo adatto alle esigenze diverse”  racconta Proia    nel documentario I cacciasete della nuova filanda di Alessandro Leligdowicz e Viola Damiani, trasmesso da RAI 3 all’interno della trasmissione Geo nel settembre 2022 (un estratto è visibile su YouTube).

Così nasce la startup, riprendendo ad allevare il baco da seta, governando la gelsibachicoltura e ricreando tutta la filiera attraverso la sua linea di macchinari che gestisce ogni fase produttiva: dalla trasformazione dei bozzoli al fino di seta. Con il sistema loT che permette il controllo della filiera anche da remoto.

L’attività allora si fa duplice, oltre alla produzione di seta, Tecnoseta offre servizi di formazione e consulenza nella gestione dei macchinari per coloro che volessero intraprendere questa attività antica ma fortemente proiettata futuro e che già presente.

Il settore aspetta solo che siano riaperte le filande del XXI secolo. Un’occasione per giovani imprenditori.

 

Immagini: Roma, ottobre 2023, nella seconda da sinistra Maddalena Mariani, Massimo Proia e Antonella Della Bella, circondati dai loro collaboratori  al Maker Fair Rome – Photo by  Facebook – Tecnoseta

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