Lavoro. Il paradosso italiano secondo Ubaldo Livolsi
“A maggio 2025, il 47% delle posizioni aperte nelle aziende italiane risulta difficile da coprire: quasi un posto su due resta vacante o viene assegnato con fatica. E non stiamo parlando di impieghi marginali, ma di figure tecniche, ingegneristiche, artigianali qualificate, centrali per la competitività del nostro sistema produttivo”. Lo rivela Ubaldo Livolsi, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners S.p.A..
“Le imprese a maggio hanno cercato 528ila lavoratori e hanno stimano quasi 1,7 milioni di assunzioni da qui a luglio. Eppure, per il 70% dei tecnici e per oltre il 60% di ingegneri e responsabili di processo, semplicemente non si trovano candidati”.
Il cosiddetto mismatch tra domanda e offerta non è una novità, ma oggi assume connotati ancora più gravi. “È come se il mercato del lavoro italiano parlasse due lingue diverse: da un lato imprese che hanno bisogno urgente di competenze, dall’altro una forza lavoro che non le possiede o non è disposta ad accettare le condizioni offerte – prosegue Livolsi.
La mancanza di attrattività. Lo stipendio medio italiano
Perché? Le spiegazioni non mancano. E tra queste c’è il tema dell’attrattività. “Gli stipendi italiani, soprattutto per le figure specializzate, restano tra i più bassi d’Europa” sottolinea Livolsi.
L’Istat registra un divario del 19% rispetto alla media UE e insieme all’INPS indicano lo stipendio medio italiano pari a 31.766 euro lordi l’anno per gli statali e 30284 euro nelle aziende private. Poi c’è il gap regionale: lo stipendio medio in Lombardia è di 33,452 euro, quello della Basilicata scende a 26055, entrambi calcolati al lordo.
I profili migliori guardano altrove
“In queste condizioni, i profili migliori, quelli più aggiornati e più flessibili, guardano altrove – riprende Livolsi -. Nel frattempo, è il settore dei servizi e del turismo a trainare l’occupazione, complice l’avvio della stagione estiva. La manifattura, cuore dell’economia italiana, invece rallenta. Anche questo è un segnale da non sottovalutare: stiamo premiando lavori stagionali e poco qualificati, mentre perdiamo terreno su quelli ad alto valore aggiunto”.
Secondo l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), sono più di 1,2 milioni di italiani ad aver lasciato il Paese negli ultimi 10 anni.
Oltre gli slogan e le ideologie
“Con l’approssimarsi dei referendum dell’8 e 9 giugno – quattro dei cinque quesiti riguardano proprio il mondo del lavoro – serve un dibattito serio, concreto, che vada oltre slogan e ideologie. Il Paese- conclude- ha bisogno di un nuovo patto tra scuola, imprese e istituzioni, capace di ricostruire la cinghia di trasmissione tra formazione e occupazione, tra crescita e diritti”.
Immagine: Ubaldo Livolsi professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners S.p.A. – photo by dire.it

Una risposta
[…] https://www.abbanews.eu/educazione…/paradosso-livolsi/ ma augurerei auspicabile, poter avere personalità di par Suo intorno al TIPEEC (Tavolo Internazionale Permanente per l’Etica e l’Economia Cooperativa) di Assisi. Osservatorio avviato recentemente, anche grazie alla Campagna “il Goal più bello”! […]