ET in Sardegna. Istituito il comitato tecnico-scientifico

Istituito il Comitato tecnico scientifico per la candidatura dell’Italia ad ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope (ET) il potente rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione, un piccolo Cern nelle profondità di quelle che un tempo erano le miniere d’argento a Lula in Sardegna.

Il comitato è formato dal team di esperti guidato da Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica 2021 e del quale fanno parte gli scienziati Marica Branchesi, Fernando Ferroni del Gran Sasso Science Institute (Gssi), e Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e l’ambasciatore Ettore Sequi.

Istituito il 9 febbraio 2023, con la firma al decreto del MUR, il prestigioso comitato ha il compito di sostenere la candidatura italiana che sfida il sito nell’Euregio Mosa-Reno, ai confini di Belgio, Germania e Paesi Bassi.

Gruppi di studio multidisciplinari sono all’opera per valutare l’idoneità dei 2 siti e nel 2025 sarà deciso dove localizzare ET. L’anno successivo inizieranno i lavori per la sua realizzazione.

Il silenzio della Barbagia sfida l’avanzato sviluppo nord-europeo

Di certo la Sardegna – oltre all’esperienza in materia dell’INFN, co – partecipe anche se in forma indiretta del Nobel per la Fisica 2017 – ha dalla sua la stabilità geologica e la scarsa popolazione, condizioni che determinano una mancanza di rumori naturali e antropici ideale per cogliere al meglio il debole segnale generato dal passaggio di un’onda gravitazionale e di rivelarne i segnali con una sensibilità tale da esplorare una porzione di Universo, indecifrabile agli attuali esperimenti.

I punti di forza del sito concorrente sono, invece, le sue avanzate infrastrutture.

La Barbagia ne è priva ma Il suo silenzio sfida lo sviluppo nord-europeo. E nella miniera dismessa di Sos Enattos continuano gli studi mirati condotti da tempo dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’INFN e dell’Università degli Studi di Sassari, con il supporto di IGEA S.p.A.

Investimenti per 6 miliardi di euro. 35 mila posti di lavoro

Se sarà scelta l’Italia, oltre al prestigio che gli verrà conferito dal valore scientifico internazionale di ET, godrà dell’importante impatto socioeconomico per la Sardegna: stimati investimenti per circa 6 miliardi di euro in grado di generare oltre 35mila nuovi posti di lavoro, tra gli scavi, la realizzazione di ET e delle infrastrutture, e il trasferimento degli scienziati impiegati nel Centro.

Secondo Maria Brancati a Lula potrebbe nascere una “nuova economia”.

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