Donne potenti. Da Omero a oggi

Donne Potenti – Nell’antica Grecia, le donne vivevano principalmente in casa, mentre gli uomini erano responsabili della rappresentanza e dei compiti fuori casa.

Però sarebbe sbagliato pensare al genere femminile di quel tempo come impotente. Lo sostengono le professoresse Hannah Simons e Paula Rothmund dell’Università di Münster (tra gli Atenei più importanti della Germania) le quali, per dimostralo e divulgarlo hanno organizzato nel mese appena trascorso, presso il Museo Archeologico, l’iniziativa Tema del mese.

Si è trattato di una serie di lezioni con visite guidate a ingresso gratuito nel corso delle quali le due esperte hanno presentato potenti donne del passato, protagoniste della mitologia greca e della storia che ribaltano, appunto, l’immagine della donna impotente nelle società pre-moderne.

Hanno parlato di Circe, dove nell’Odissea di Omero trasforma gli uomini in maiali, di Penelope, regina di Itaca e moglie di Ulisse (Odisseo), la quale, con la sua notevole intelligenza riesce per molti anni a tenere a bada i terribili Proci e a crescere da sola il figlio Telemaco.

E hanno descritto le Amazzoni, “eguali agli uomini” scrive ancora Omero già nel VIII secolo a.C., famose per le abilità guerriere, che nel loro regno – la città -stato di Themiskyra.nella costa meridionale del Mar Nero, ai confini del mondo civilizzato di allora – ammettevano gli uomini soltanto per procreare e uccidevano i figli maschi. Una società tutta al femminile, dunque, come contrappunto alla società patriarcale greca, già congegnato millenni fa e non di esclusiva appartenenza lirica. Scavi archeologici che hanno portato alla luce delle tombe dei Sarmati (popolo iranico) risalenti al V secolo a.C., dimostrerebbero l’effettiva esistenza di donne guerriere.

Magia, sagacia e coraggio attraverso gli epici poemi omerici, tratteggiati da Simons e Rothmund come archetipi del potere femminile, accanto alle donne reali che non da meno, sostengono le esperte, hanno plasmato la memoria culturale e la storiografia. E che ritroviamo nelle donne reali di oggi che continuano a plasmare con la loro opera il loro ambiente, anche sociale.

Durante il tour, dunque, sono state esaminate le diverse origini del loro potere – riporta unimuenster.de – accostandoli ai reperti archeologici e alle tradizioni letterarie.

Ri- conoscere i ruoli femminili di rilievo svolti, anche nell’immaginario, nel corso dei tempi contribuisce al superamento di quel senso di inferiorità che le donne hanno, inevitabilmente e, spesso, inconsciamente introiettato da una società massicciamente coniugata al maschile.  E rende giustizia alla veridicità storica.

 

 

 

Immagine: Penelope e i Proci. Olio del pittore John William Waterhouse-1912 – foto di pubblico dominio

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