Donne alla radio. Donne di parola

Le donne hanno segnato la storia della radio italiana, fin da quando quest’ultima era il mezzo di comunicazione più seguito. Giornaliste, autrici e conduttrici di programmi innovativi e indimenticabili ma i cui nomi sono rimasti nell’ombra di quelli dei colleghi subendone, spesso, discriminazioni se non angherie.

Le loro storie professionale vengono ora alla luce, per il lavoro di Valeria Palumbo giornalista e storica delle donne,  il saggio La voce delle donne. Pioniere e ispiratrici del giornalismo italiano (Laterza) e di Marta Perrotta – docente di Media, radio e tv all’Università Roma Tre –  che ha firmato Pioniere dell’etere. Dieci donne che hanno fatto la radio in Italia (Carrocci) e curato il podcast per Rai 2,  Donne di parola. Titolo che abbiamo preso in prestito per la sua efficacia nella doppia accezione “di impegno ed espressione”, come riporta la scheda del programma.

La prima radiocronista

La prima puntata del podcast è dedicata alla pioniera  Maria Pia Moretti, vincitrice del concorso radiocronisti nel 1938, tra l’incredulità e il dubbio generale che ha saputo smontare con i documentari e le cronache della sua trasmissione settimanale Voci dal mondo, dimostrando  come anche la radio, pur senza immagini, sapeva restituire all’ascoltatore l’emozione del momento raccontato.  Introdusse alla radio il genere documentaristico che, attualmente, sembra godere di sempre di maggior fortuna.

Federica Taddei

Altrettanto innovativa fu la trasmissione Chiamate Roma 3131, la prima che offriva il contatto diretto e senza filtri tra l’ascoltatore il mezzo. Andò in onda, per la prima volta, il 7 gennaio 1969 e fu subito successo clamoroso. Un fenomeno mediatico, antesignano dei social media, che ebbe vita lunga.

Quando si ricorda questo pezzo di pregio del patrimonio radiofonico italiano si ricordano i conduttori maschili, tra i quali prevale il nome di Gianni Boncompagni, ma mai quello di Federica Taddei che fu la prima voce femminile di Chiamate Roma 3131 fin dall’esordio della trasmissione. Una conduttrice, la Taddei che accumulerà 35 anni di radio, durante i quali affronterà molteplici generi di programmi.

La voce pirata

E Barbara Marchand? La conoscete? È stato la voce di Raio Montecarlo quando era ancora rete pirata, in RAI come disc-jockey nel 1979 e ancora, le viene affidata l’inaugurazione di Rai Stero Uno con la trasmissione Tu mi senti.

Lidia Motta e le interviste impossibili

All’autrice Lidia Motta (1929 – 2006) dobbiamo, tra i tanti programmi che ha ideato, l’evergreen Le interviste impossibili a metà anni Settanta e tuttora in onda, con immutata gagliardia, su Rai 3. Oggi ascoltiamo uomini di cultura reali che interpretano persone di altrettanta e corrispondente levatura di altre epoche (al principio erano attori), che rispondono alle domante poste dal conduttore- conduttrice; si comprende il titolo che ha creato un genere che in ambito letterario è definito Colloquio fantastico postumo, e ripreso in vari ambiti di intrattenimento culturale.

Nella sua biografia Motta è ricordata anche per essere stata la prima a creare un programma interamente al femminile con il suo Sala F (1976-79), dove trovarono (finalmente) tematiche di genere e per essere stata prima donna in Rai (dove lavorava dal 1955) a raggiungere il livello prima di funzionaria e poi dirigente.

Fiamma Satta e l’audiofiction

A raccogliere l’eredità di Lidia Motta (fra le tante) ricordiamo Fiamma Satta, autrice e conduttrice con Fabio Visca dell’innovatrice audiofiction radiofonica Fabio e Fiamma, che andò in onda tra il 1987 e il 2010.

Radio3Scienza e l’asterioide Panarese

E, infine, per ultima ma tutt’altro che ultima, la pioniera del giornalismo scientifico alla radio: Rossella Panarese, giornalista, ideatrice, curatrice e conduttrice a turno, della trasmissione, dal lunedì al venerdì, di Radio3 Scienza, che vide il suo debutto il 6 gennaio 2003 e tuttora in onda.

Impegnata nella docenza di comunicazione scientifica in varie università, ideò il primo podcast originale di Rai3, Labanof. Corpi senza nome dove descrive il laboratorio di antropologia e odontologia forense della Statale di Milano diretto Cristina Cattaneo

Rossella Panarese, con la sua voce gentile e gioiosa che metteva di buon umore al solo ascoltarla, condusse il programma fino alla fine dei suoi giorni, prematuramente avvenuta nel 2021.

Alla sua memoria è stata dedicato un premio, la quercia rossa al centro della romana di piazza Bainsizza (vicino alla sede di Radio3) e l’asteroide 112527 Panarese.

 

Immagine: Maria Pia Moretti, prima radiocronista RAI, nel 1939 –  by RAI Techetè  – RAI Playsound

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