Il richiamo solidale di una piana esondata

Benché siano passati giorni, l’acqua dei fiumi esondati ha lasciato il segno. Un solco profondo, difficile da colmare. Basta girare per il centro di Campi Bisenzio nella piana fiorentina per rendersi conto dei danni subiti dagli abitanti.

Lungo i bordi delle strade si affastellano cataste di mobili, elettrodomestici, utensili e oggetti di vario genere. Montagne di storie personali. Tutto è stato ridotto a cianfrusaglia apparentemente inutile. Eppure, a ben guardare, ogni cosa è uno scrigno di ricordi per chi in un batter d’ occhio ha visto portar via dall’acqua frange del proprio passato.

Il silenzio accompagna il viandante che procede basito dinnanzi all’irruenza della natura, a ogni passo si riflette sulla potenza, a volte, devastatrice dell’universo, e al contempo ci si rammarica per l’incuria locale.

Si sarebbe potuto evitare? Il quesito resta sotteso, pungola gli animi, accendendo i soliti dibattiti da bar o da casa del popolo, qui ancora vive e solidali.

E a proposito di solidarietà, grande è stato l’intervento della protezione civile dispiegata ovunque e proveniente da tutta Italia.

Altro elemento degno di nota: la presenza dei volontari, giovani e meno giovani; tutti coesi nel fornire sostegno a chi ha perso qualcosa di sé, della propria casa, dei propri ricordi. Distribuiscono cibo, detersivi utensili per spalare il fango che tinge d’autunno l’angusto paesaggio.

La fratellanza che, dopo, l’Emilia si staglia, radicandosi, anche in Toscana ci ricorda di far parte di una comunità globale che non dimentica il proprio senso di appartenenza e si anima per la ricostruzione.

Ripartire questo il motto, ripartire cercando di fare sempre meglio, in una dimensione locale che abbraccia le regioni di tutta Italia.

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