I nuovi noti della rete. Addio a Mattia Pascal

Vi ricordate le lunghe chiacchierate di un tempo, quando ci si scambiava opinioni guardandosi direttamente negli occhi? Sembrano anni lontani quelli in cui ci si imbatteva e ci si batteva per difendere le proprie idee, provando addirittura a propagarle senza colpo ferire.

E allora ogni buon retore, sebbene padrone indiscusso della dialettica,  facilmente si trovava a far uso di sotterfugi abili per evitare riferimenti diretti. Era consuetudine comune richiamarsi all’ exemplum per eccellenza: un gruppo di fugaci esseri senza volto e senza storia: Tizio, Caio, Sempronio, Pinco Pallino…

Ebbene, dove sono finiti? E’ ancora plausibile nell’era dei social fruire di escamotage presi da una mitologia spicciola, vecchi miti da salotto?

In effetti, oggi tutti o quasi tutti abbiamo un profilo, una storia, un volto da con-dividere tanto che ci ritroviamo a mostrarci di continuo. Ci raccontiamo con delle immagini o con delle frasi che dovrebbero rappresentarci al meglio. Nobile finalità di un mondo parallelo. Parimenti animiamo la folla dei followers, curiosi, fedeli, infinitamente presenti. Predatori dell’altro, vittime e carnefici dell’occhio attento del Grande Fratello.

In tal senso segno indelebile dei tempi sembrerebbe essere proprio la testa china sullo smartphone e il dito che scorre le immagini.

Ma attenzione, a detta degli esperti (un po’ tutti forse) sfogliare foto in verticale sarebbe vintage, mentre muovere in orizzontale le immagini sarebbe cosa da giovani. Una metodica dello scorrere proprio a Istagram, il social che spiazzerebbe il canuto Facebook. Sicché la tipologia di social pre-scelto dall’utente diviene indicativo dell’era di appartenenza. Avanguardia e tradizione, classicismo e dolce stil novo, insomma una diatriba eterna che trova uno spazio fisico nel web.

Comunque, al di là del social attivato, immagini, citazioni, frasi, tutto è al servizio di una mania di protagonismo che niente e nessuno vuole lasciare all’ombra. Svelare qualcosa di sé dietro il falso silenzio della privacy.

Come farebbe oggi il povero Mattia Pascal a cambiare identità? Come potrebbe nascondersi nell’anonimato che fu tanto caro a Pinco Pallino? Certamente, qualche acuto osservatore potrebbe anche suggerire di non iscriversi a nessun social per mantenere salda la propria identità. Eppure, altri attenti critici del costume moderno, potrebbero obiettare che la mancata adesione non è, di fatto, sufficiente a mantenere integra la propria libertà. Infatti, basta possedere uno smarthphone per essere monitorati. La funzione posizione per il navigatore, le app per recensire ristoranti, locali, pub, alberghi ..

Ed ecco che il caro Orwell ne avrebbe di cose da dire al nostro Pirandello…

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