Il Regno Unito autorizza i gay a donare il sangue

Risale a pochi mesi fa l’immagine in alto che ferma un momento a suo modo storico: nel Regno Unito un gay dona il sangue. Prima del 2021 qualsiasi donatore maschio che avesse avuto rapporti sessuali con un altro uomo nei 3 mesi precedenti non poteva donare il sangue.

Le nuove regole introdotte in Inghilterra, Scozia e Galles rendono idoneo chi ha avuto lo stesso partner per 3 mesi o più e a tutti di donatori, indipendentemente dal loro genere o sessualità, prima del prelievo vengono poste le stesse domande. Le stesse modifiche dovrebbero essere applicate in Irlanda del Nord dal settembre 2021.

Dagli anni Ottanta del Novecento a causa della diffusione dell’AIDS (il sangue è un vettore virale e la malattia si diffondeva allora soprattutto fra gli omosessuali e i tossicodipendenti), era scattato il divieto di donare il sangue per tutti gli uomini omosessuali e bisessuali che avessero avuto anche un solo rapporto sessuale con un soggetto dello stesso sesso.

Le restrizioni erano applicate in molti Paesi del mondo, ma molti le hanno abbandonate da tempo.

Nel mondo

In Italia nel 2001 l’allora ministro della Sanità, Umberto Veronesi, introdusse un nuovo provvedimento che sostituiva il concetto di ‘categoria a rischio‘ con quello di “comportamento a rischio”, una decisione che aprì la strada al Decreto Ministeriale del 2005. Da allora chiunque voglia donare il sangue deve compilare il questionario riguardante il suo stato di salute presente e passato che valuta l’idoneità individuale ed esclude tutte le persone “il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue.

Anche l’Argentina, la Russia, la Spagna e la Polonia ormai non pongono divieti temporali ai donatori omosessuali. Mentre il Brasile ha definito il divieto “incostituzionale” per la sua natura discriminatoria:“Un’offesa per la dignità umana degli uomini gay e bisessuali” ha avuto a dire il presidente della Corte Suprema carioca, Edson Fachin.  Mentre in Canada e negli Stati Uniti gli uomini omosessuali e bisessuali non possono avere rapporti nei 3 mesi precedenti alla donazione. Più severe l’Austria, la Germania, l’Ungheria e l’Australia che richiedono l’astensione di un anno. Cinque anni per Taiwan. Permane il divieto totale per gli uomini omosessuali e bisessuali in Cina, Filippine, Grecia, Singapore, Libano, Slovenia, Grecia (fonte: Avis, dicembre 2020).

Il caso specifico

Tornando alla Gran Bretagna, il percorso allo stato attuale è avvenuto a tappe: dalla proibizione totale si è passati nel 2011 all’obbligo di astenersi dai rapporti sessuali per un anno prima della donazione, periodo ridotto a 3 mesi nel 2017.

Nel frattempo il comitato FAIR (For the Assessment of Individualized Risk) formato dai donatori di sangue Lgbtq+, medici e accademici ha chiesto il cambiamento dei criteri di valutazione del rischio, insistendo sull’errore di guardare soltanto all’orientamento sessuale quando il canone per la sicurezza riguarda il comportamento individuale di ogni donatore.

I dati elaborati nel 2018 dal sistema sanitario inglese sulla diffusione del virus dell’AIDS gli hanno dato ragione: i numeri del contagio fra gli omosessuali era simile ai pazienti eterosessuali. Nel 2021 anche la grande isola anglosassone ha smesso di considerare gli omosessuali, una categoria a rischio. Possono donare il sangue e si dicono “finalmente orgogliosi di poter salvare delle vite umane”.

 

Immagine: Regno Unito, aprile 2021, il donatore di sangue  Xavier Arias Petit, esponente del comitato FAIR

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