L’arte di Mirga-Tas, il passato e il futuro dei Rom e dei Sinti

Małgorzata Mirga-Tas, artista rom polacca, ritorna ad esporre in Italia con The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma, raccolta di immagini degli album di famiglia, storie, documenti e dipinti riferenti alla storia dei Rom e dei Sinti in Italia, espressamente realizzata per la Collezione Maramotti che la espone.

Nel 2022 Mirga – Tas ha rappresentato la Polonia alla 59° edizione della Biennale di Venezia all’interno della mostra Milk of Dreams,  prima artista rom a rappresentare il proprio Paese con la personale Re-Enchanting the World, ispirata al ciclo di affreschi del calendario di Palazzo Schifanoia a Ferrara, reinterpretata con elementi della tradizione culturale rom – polacca e ironizzando sui luoghi comuni e gli stereotipi riferenti all’etnia.

Nata nel 1978 a Zakopane nella comunità dei Rom di Bergitka,  Mirga – Tas si è laureata nel 2004 all’Accademia delle Arti di Cracovia. Oggi vive e lavora a Czarna Góra, un villaggio Rom ai piedi dei Monti Tatra.

Istruzione e formazione per i giovani Rom

Oltre alla sua produzione artistica, Mirga – Tas, fin dagli anni degli studi accademici, si occupa dell’istruzione e formazione dei giovani rom in Polonia. Nel 2007, con Bogumiła Delimata e Krzysztof Gil, dà vita al movimento artistico rom Polacco e tra il 2012-16 crea un villaggio artistico per artiste di origine rom e  nel 2017, a Berlino, contribuisce alla fondazione del centro d’arte rom ERIAC.

Raccontare la storia per frantumare gli stereotipi e sconfiggere la discriminazione

Fin dai suoi primi lavori racconta la storia del suo popolo, ripercorrendone i momenti cruciali: dal XVII quando i rom da nomadi decisero di stabilirsi in insediamenti permanenti al massacro nazista di 29 rom a Borzęcin (ricordando che i Rom e i Sinti sono state tra le etnie sterminate nei lager dei tedeschi della Seconda guerra mondiale).

Le sue opere dai colori forti sono realizzate con tecniche miste, utilizzando anche tessuti (di persone che conosce) o perline, piume fino alle carte da gioco, ponendosi nell’ambito del movimento culturale afro-americano Harlem Renaissance degli anni Venti del Novecento all’attuale artista e professore della stessa nazionalità Kerry James Marshall, famoso per i suoi dipinti con protagonisti i neri.

La giostra a dondolo

Per la Fondazione Maramotti, Małgorzata Mirga-Tas ha scelto come fil rouge dell’apposita produzione artistica la gestione delle giostre itineranti, tradizionalmente legata ai rom e secondo l’artista caratteristica specifica dei rom italiani, convinzione raggiunta attraverso uno studio approfondito della situazione locale con molti ausili iniziando dal Comune di Reggio Emilia.

Ancora una volta, inevitabilmente, la sua vivacità espressiva ci rimanda sia alla gioia dei giochi e delle fiere sia al suo opposto, ricordando la forzata transitorietà a cui i Rom e i Sinti sono stati costretti, privati dalla possibilità di poter mettere radici e costruire giorno dopo giorno la stabilità della loro esistenza.

Oggetto centrale è simbolo della mostra è, infatti,  la giostra a dondolo la cui struttura circolare e il movimento costante riflettono il susseguirsi dello stigma ovunque andassero e la coercizione perpetua al viaggio.

 

Mostra:  The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma  (L’Orsa Maggiore predirà il futuro dei Rom);

dove: Collezione Maramotti – Reggio Emilia;

quando: dal 12 ottobre 20258 febbraio 2026.

 

Immagine: opera di Małgorzata Mirga-Tas, nella mostra ‘The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma’ (L’Orsa Maggiore predirà il futuro dei Rom) – Collezione Maramotti

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